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CARCERI, FP CGIL: "EMERGENZA UMANITARIA". 69MILA DETENUTI MENTRE CONTINUA IL SILENZIO DEL GOVERNO

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di: Redazione Nsd   
mercoledì 08 settembre 2010
(NSD) - "Sono 69 mila i detenuti nelle carceri italiane e ormai si tratta di una vera e propria emergenza umanitaria". A dirlo è il segretario nazionale del Fp Cgil, Francesco Quinti, che ha sottolineato come mentre in tutta Europa ci si interroga sulle criticità del sistema penitenziario e si adottano misure contro il sovraffollamento, l'Italia si distingue per incapacità di intervento e assenza di progettualità. "In questi mesi,mentre in carcere si continua a morire e si rischiano rivolte e fughe di massa, è calato il silenzio - si legge in una nota"....







"Mai una situazione del genere in 60 anni. Come non rammentare il silenzio seguito alla dichiarazione di stato di emergenza annunciata dal Presidente del Consiglio Berlusconi con l'illustrazione del piano carceri e dei tre pilastri (edilizia penitenziaria, deflazione delle presenze in carcere, assunzione di 2000 agenti) - si chiede Francesco Quinti del Fp Cgil.

In questi mesi,mentre in carcere si continua a morire e si rischiano rivolte e fughe di massa, è calato il silenzio: niente sul piano dell'edilizia, che richiede circa 1,5 miliardi di euro di investimenti, il D.D.L. Alfano forse concluderà il suo iter nel mese di ottobre, producendo effetti modesti sul contenimento delle presenze, niente sul fronte delle assunzioni, malgrado si sconti una carenza di 6000 poliziotti, a cui si aggiungeranno almeno 2500 pensionamenti nei prossimi 3 anni. Non servono le visite agostane in carcere dei parlamentari, ridotte a operazioni d'immagine, nè disposizioni tampone.

Occorre un piano complessivo di intervento in grado di incidere sulla drammatica situazione delle carceri e l'avvio di una discussione parlamentare scevra dai soliti condizionamenti. Ma soprattutto occorrono investimenti, senza i quali ogni discussione si riduce a vile speculazione.

69 mila detenuti, a fronte di 43500 posti disponibili, rendono assai complessa, e in qualche caso precaria, la sicurezza e la vita nelle carceri, l'incolumità del personale e delle persone ristrette, come dimostrano le numerose risse, le aggressioni ai danni di poliziotti, i suicidi, i tentativi di fuga sventati solo grazie alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria.

Su questi temi il Governo, il ministro Alfano e il capo del Dap Ionta, commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria, abbiano il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e ammettano il fallimento. Al Presidente Napolitano, garante della Costituzione italiana, chiediamo di esigere il rispetto dell'art. 27, confidando nella sua sensibilità istituzionale e personale affinché solleciti l'apertura di un una discussione parlamentare risolutiva
".




Tags:  fp cgil francesco quinti carceri sovraffollamento

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