CARCERI: DRAMMATICA LA SITUAZIONE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA. SERVE INTERVENTO URGENTE DEL GOVERNO |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 21 aprile 2010 |
(NSD) - I Sindacati sono tornati a denunciare la carenza di organico della Polizia Penitenziaria che rende sempre più drammatica la situazione all'interno delle carceri italiane. "Dopo aver salutato con favore il Piano Carceri del Governo, ora è necessario avere le garanzie che esso trovi applicazione quanto prima - ha spiegato il Sappe". Per l'Osapp, invece, il Piano Carceri "oltre che assai oneroso e inadeguato per l'attuale sovraffollamento potrebbe comportare gravi disagi per la funzionalità e la sicurezza penitenziaria...."
SAPPE: "Sia risolta al più presto la sempre più critica e drammatica situazione degli organici della polizia penitenziaria, che nel grave contesto dell'attuale allarmante sovraffollamento delle carceri italiane riveste prioritaria importanza. Sembra che lo Stato badi solo ad assicurare il contenimento all'interno delle strutture penitenziarie. E' giunta l'ora di ripensare la repressione penale mettendo da un lato i fatti ritenuti di un disvalore sociale di tale gravità da imporre una reazione dello Stato con la misura estrema che è il carcere, e dall'altro, anche mantenendo la rilevanza penale, indicare le condotte per le quali non è necessario il carcere, ipotizzando sanzioni diverse. Dopo aver salutato con favore il piano carceri del governo, ora è necessario avere le garanzie che esso trovi applicazione quanto prima: contenere 67.000 persone in celle predisposte per ospitarne 43.000 e non individuare con rapidità soluzioni d'intervento vuol dire far lavorare le donne e gli uomini della polizia penitenziaria perennemente con una bomba pronta a esplodere da un momento all'altro".
OSAPP: "La capienza tollerabile delle carceri italiane è stata aumentata nell'ultimo mese di 1.220 posti ma, in quanto a vivibilità effettiva, di detenuti ce ne sono 22.441 in più, ovvero 67.000 per 44.559 posti. L'eventuale decreto legge proposto dal ministro Alfano per gli arresti domiciliari di chi deve scontare una pena residua inferiore ad un anno potrebbe riguardare, nel massimo, non oltre 3.500-3.700 soggetti. Nel frattempo i dati delle regioni in affanno continuano ad essere sempre più preoccupanti, con il 14% di detenuti più del tollerabile in Emilia Romagna e in Veneto, il 9% in Puglia e in Liguria e il 5% in più in Sicilia, Lombardia e Friuli. I dati dimostrano come il piano carceri che deve essere consegnato dal capo dell'amministrazione penitenziaria Franco Ionta entro il prossimo 29 aprile al ministro Alfano e al comitato da lui presieduto, oltre che assai oneroso e inadeguato per l'attuale sovraffollamento, potrebbe comportare gravi disagi per la funzionalità e la sicurezza penitenziaria".
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