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CARCERI: A CALTANISSETTA DETENUTO AFFETTO DA MENINGITE. L'ALLARME DEI SINDACATI DI POLIZIA

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di: Redazione Nsd   
venerdì 02 settembre 2011
(NSD) - "Dopo la tbc, la scabbia e l'epatite ora anche la meningite fa capolino nelle celle. Pur non volendo alimentare inutili allarmismi, ci pare ben chiaro che è giunta l'ora che i vertici dell'amministrazione e il ministro Palma valutino l'opportunità di convocare una conferenza dei servizi per individuare le risposte necessarie all'allarme sanitario che si promana dalle prigioni italiane". Queste le parole del Segretario Generale della UilPa Penitenziari. Critiche anche dall'Osapp che sottolinea come nelle carceri italiane ci siano sovraffollamento, disorganizzazione e penuria di personale....








UILPA: "Da circa settantadue ore un detenuto 35enne di origine italiana classificato 'Alta Sicurezza' e ristretto nella Casa Circondariale di Caltanissetta, è ricoverato nell'ospedale cittadino perchè affetto da meningite. A seguito di tale ricovero, effettuato con modalità d'urgenza martedì scorso, a tutto il personale penitenziario è stata prescritta terapia preventiva. Purtroppo questo ennesimo episodio conferma l'attualità dell'allarme che la Uil Pa Penitenziari ha lanciato rispetto alla situazione sanitaria negli istituti di pena. Dopo la tbc, la scabbia e l'epatite ora anche la meningite fa capolino nelle celle. Pur non volendo alimentare inutili allarmismi, ci pare ben chiaro che è giunta l'ora che i vertici dell'amministrazione e il ministro Palma valutino l'opportunità di convocare una conferenza dei servizi per individuare le risposte necessarie all'allarme sanitario che si promana dalle prigioni italiane.

Il degrado, l'insalubrità, il sovrappopolamento delle strutture penitenziarie e persino l'impossibilità di garantire l'approvvigionamento di generi per la pulizia costituiscono l'humus ideale per lo sviluppo di malattie infettive. E' pertanto urgente, anche per rispondere ad un molto probabile allarme sociale, che a Caltanisetta si attivino immediatamente le sinergie necessarie a gestire la delicata situazione. Di fronte a tale situazione trova maggior ragione la manifestazione nazionale che la Uil Pa Penitenziari ha convocato e organizzato per il 29 settembre, davanti alla sede del Dap una manifestazione che si prefigge lo scopo di sensibilizzare ed informare la stampa, l'opinione pubblica e la politica delle difficoltà e del disagio lavorativo degli operatori penitenziari
''.


OSAPP: "Quando si parla dell'emergenza penitenziaria, spesso e all'esterno delle stesse non ci si rende conto di quanto siano reali i rischi che l'attuale malfunzionamento può comportare, non solo per i poliziotti e per gli operatori penitenziari, ma anche per i comuni cittadini possono, tenuto conto della pericolosità dei detenuti allocati in particolari istituti. I rischi maggiori nelle e dalle carceri, conseguenza o forse agevolati dal sovraffollamento, dalla disorganizzazione e dalla penuria di personale, non derivano dai detenuti soggetti al particolare regine dell'articolo 41 bis op o dai responsabili dei reati di maggiore allarme e riprovazione sociale, bensì dai detenuti classificati ad alta sicurezza che non sono sottoposti a particolari misure o cautele detentive.

Per fare esempi concreti sulla possibile entità del danno, lo scorso 29 agosto presso la casa circondariale di Asti, in una delle due sezioni detentive AS3, in cui sono allocati 67 dei 170 detenuti ad 'alta sicurezza' della struttura, per lo più appartenenti a clan di mafia, camorra e 'ndrangheta e dove da tempo si verificano preoccupanti segnali nella locale popolazione detenuta, il poliziotto penitenziario presente è stato accerchiato dai reclusi, nell'evidente tentativo di prenderlo in ostaggio ed impadronirsi del reparto. Fortunatamente il collega è riuscito a rinchiudersi nel 'gabbiotto' della sezione e a dare l'allarme, sennò oggi dovremmo parlare di fatti ben più gravi. Il carcere di Asti è uno di quelli in cui il sovraffollamento è quasi del 100% con 413 detenuti complessivamente presenti per 207 posti mentre per quanto riguarda il personale, per un organico previsto di 245 unità ne risultano presenti solo 130. I fatti sono di tutta evidenza, ad Asti come negli altri istituti dove i detenuti non sono semplici 'rubagalline' e il personale manca, fino ad oggi le cose sono andate avanti solo grazie allo spirito di sacrificio ed alla professionalità dei pochi addetti presenti ed in crescente affanno psico-fisico, ma non potrà andare sempre così. Il ministro Palma e il capo del Dap Ionta si affrettino
".





Tags:  carceri uilpa penitenziari osapp meningite tubercolosi sovraffollamento

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