CARCERI: 67 AGENTI PENITENZIARI FERITI DA INIZIO ANNO. LA UILPA DENUNCIA IL CLIMA DI GRAVE TENSIONE |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 05 maggio 2010 |
(NSD) - "Con i tre agenti aggrediti e feriti da un detenuto al Tribunale di Genova e l'agente ferito da un altro presso l'infermeria del carcere di Avellino, sale a 67 il numero di agenti penitenziari feriti dall'inizio dell'anno, a cui vanno aggiunti anche quattro infermieri e due medici". A sottolinearlo è Eugenio Sarno, segretario generale della UilPa Penitenziari, che solo ieri aveva inviato una lettera al Ministro della Giustizia per ribadire la necessità di nuove assunzioni visto che al personale vengono negati persino i diritti elementari, come riposi settimanali e ferie....
"Questi episodi di violenza confermano, qualora ce ne fosse stato bisogno, la grave tensione che attraversa il circuito penitenziario italiano. Inoltre, 23 sono stati i suicidi e 32 i suicidi sventati in extremis dalla polizia penitenziaria. Tre le evasioni portate a termine, quattro tentate e sventate – ha spiegato Eugenio Sarno.
Da menzionare anche le violente proteste registrate a Fossano, Verbania, Venezia, Vicenza e Porto Azzurro, per non parlare dell'incendio al Beccaria o delle battiture a Catania, Poggioreale, Genova e Roma. Questi sono chiari segnali di cosa attende gli operatori penitenziari nelle prossime settimane. Non si può non vedere il dramma che si consuma all'interno delle nostre prigioni. L'incredibile sovrappopolamento e le condizioni umilianti e inumane della detenzione e del lavoro stanno trasformando, inesorabilmente, le nostre carceri in luogo di supplizio e tortura.
Rispetto al sovraffollamento dei detenuti, non meno grave è la situazione organica del Corpo di Polizia Penitenziaria che a fronte delle circa 42mila unità previste in organico, può contarne su appena 34.988 in servizio effettivo, con un decremento del 16%. Se si detraggono al totale complessivo le centinaia di unità impiegate in compiti amministrativi, complementari e sussidiari affiora quel quadro di emergenza operativa ben noto. Ciò significa che al personale della polizia penitenziaria vengono negati persino i diritti elementari, come riposi settimanali e ferie. Nè si può sottacere l'incredibile condizione, per la quale a fronte di un esponenziale aumento del lavoro straordinario corrisponde una diminuzione delle spettanze economiche.
Inevitabile quindi che sull'intero territorio nazionale proliferino le manifestazioni di protesta. A Livorno, per esempio, da nove giorni gli agenti rifiutano il vitto. Analogamente in Piemonte, Emilia, Sicilia, Abruzzo, Liguria eToscana sono state già programmate iniziative. Domani davanti Regina Coeli a Roma si terrà un sit-in che avvierà la protesta anche nel Lazio.
Serve uno sforzo organizzativo e legislativo per ricondurre nei binari dell'ordinarietà la gestione del sistema penitenziario. Ieri ho scritto al ministro Alfano per sollecitare un incontro sulle criticità amministrative e organizzative dell'Amministrazione Penitenziaria. Da tempo, sottolineiamo l'esigenza di rimodellare il Dap. La contestualità del doppio incarico (commissario straordinario e capo del Dap), assegnate ad una sola persona, non ha giovato al sistema penitenziario. Chiediamo al Guardasigilli un input politico per una riorganizzazione e un riassesto del Dap, pronti ad offrire, se richiesto, il nostro contributo. Altrimenti non resta che prepararci ad un'estate torrida, che potremmo dover affrontare con scudi e manganelli. Purtroppo sono in molti a fingere di non capire e a non voler vedere. La nostra solidarietà va a Rita Bernardini e a coloro che, da venti giorni, sono in sciopero della fame per sostenere l'adozione di iniziative legislative. Non dobbiamo essere noi a ricordare che il Parlamento a gennaio ha approvato diverse mozioni sul carcere. Ora mantenga gli impegni – ha concluso Sarno”.
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