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SAPPE: LA SITUAZIONE DELLE CARCERI E' CRITICA. SERVONO INTERVENTI URGENTI DA GOVERNO E PARLAMENTO

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di: Redazione Nsd   
martedì 30 marzo 2010
(NSD) - "Una situazione penitenziaria attualmente di estrema criticità che necessita di urgenti interventi da parte delle Istituzioni, Governo e Parlamento in primis: in questi giorni, nelle 206 carceri italiane, si è registrata la cifra record di 67.178 presenze (42.197 gli italiani, 24.981 gli stranieri) a fronte di una ricettività regolamentare pari a circa 43mila posti". Il Sindacato di Polizia Sappe ha lanciato nuovamente l'allarme durante il XXI° Consiglio Nazionale in corso di svolgimento ad Abano Terme. In primo piano anche la carenza di organico e la mancanza di un adeguato turn over.






Ad Abano Terme si è parlato anche delle significative carenze di organico del Corpo (circa 5mila unità) che rendono particolarmente gravose e stressanti le condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria. Testimonianza delle gravi criticità penitenziarie, le pressoché quotidiane aggressioni a poliziotti penitenziari e l'alto numero di detenuti suicidi.


SAPPE: "L'attuale sovraffollamento va a discapito delle condizioni detentive in linea con il dettato costituzionale previsto dal terzo comma dell'articolo 27 e delle condizioni lavorative delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria che lavorano nella prima linea delle sezioni detentive. Se il carcere è in larga misura destinato a raccogliere il disagio sociale, è evidente come la società dei reclusi non possa che essere lo specchio della società degli uomini liberi. In altri termini, sembra  che lo Stato badi solo ad assicurare  il contenimento all’interno delle strutture penitenziarie. E’ giunta l’ora di ripensare la repressione penale mettendo da un lato i fatti ritenuti di un disvalore sociale di tale gravità da imporre una reazione dello Stato con la misura estrema che è il carcere, e dall’altro, anche mantenendo la rilevanza penale, indicare le condotte per le quali non è necessario il carcere (ipotizzando sanzioni diverse). E’ chiaro che una opzione di questo tipo dovrebbe ridisegnare il sistema a partire dalle norme in materia di immigrazione e dalla individuazione delle risorse per affrontare il tema delle dipendenze e dei disturbi mentali fuori dal carcere. Rispetto ad una situazione così dirompente per l’organizzazione penitenziaria è necessario interrogarsi su che cosa fare e quali iniziative intraprendere. Il Sappe da sempre propone una nuova politica della pena, prevedendo un maggiore ricorso alle misure alternative alla detenzione e l’adozione di procedure di controllo mediante strumenti elettronici o altri dispositivi tecnici, come il braccialetto elettronico; efficienza delle misure esterne e garanzia della funzione di recupero fuori dal carcere potranno far sì che cresca la considerazione della pubblica opinione su queste misure".


MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: "Le criticità e i fattori di rischio connessi al sovraffollamento degli istituti impegnano a una attenta riflessione sul sistema penitenziario nel suo complesso. Occorre infatti individuare forme di collaborazione tra gli operatori del settore idonee ad assicurare nel modo più efficace - nel rispetto delle funzioni proprie di ciascuno - le finalità della detenzione quali delineate dalla Costituzione ed a garantire sia la sicurezza della collettività sia i fondamentali diritti della persona. Nella certezza che dalla discussione emergeranno utili spunti propositivi, il Presidente della Repubblica rinnova alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria il suo apprezzamento per l’impegno e la professionalità con cui svolgono, anche nei più difficili contesti, la loro delicata funzione".


PRESIDENTE DEL SENATO: "So quanto alla Vostra Organizzazione Sindacale stia a cuore la qualità del lavoro, per degli operatori che quotidianamente e silenziosamente, con passione e competenza, prestano la propria opera subendo, spesso, un’ingiusta indifferenza".


PRESIDENTE DELLA CAMERA: "Spero che tale evento possa contribuire ad un’utile disamina dei problemi concernenti il sistema penitenziario e degli interventi necessari al miglioramento del suo funzionamento, con particolare riferimento alle esigenze poste da un adeguato svolgimento dei compiti assegnati agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Esprimo il mio apprezzamento per la professionalità, la dedizione e l’impegno che vengono richiesti e profusi nell’adempimento di tali delicate funzioni".


FRANCO IONTA (DAP): "Il sistema penitenziario è attraversato da criticità che partono da lontano e la mia sfida, dichiarata fin dall’assunzione dell’incarico di Capo del Dipartimento, è stata quella di mettere in campo interventi finalizzati alla stabilizzazione del sistema, affinché l’emergenza non sia più considerata la regola ma l’eccezione, perché la regola sia la stabilità del sistema. Le sfide che vedranno l’Amministrazione penitenziaria impegnata nei prossimi mesi, a partire dall’attuazione del Piano carceri, non può prescindere dal dialogo serrato e costruttivo con le Organizzazioni sindacali. Credo di poter affermare che il Sappe, primo Sindacato rappresentativo della Polizia Penitenziaria, abbia accolto e condiviso questa sfida, rinunciando a facili proclami e sterili polemiche, muovendosi, nel rispetto delle prerogative proprie di un’importante Organizzazione sindacale, con spirito di leale confronto".





Tags:  sappe polizia penitenziaria XXI congresso nazionale turn over sovraffollamento carceri

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