"LAVORI TROPPO". VIGILESSA PUNITA PER AVER PRESTATO SERVIZIO 17 ORE |
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di: Redazione Nsd
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lunedì 07 settembre 2009 |
(Il Messaggero.it) - Una vigilessa che lavora 17 ore e per questo si prende un “rimprovero verbale”. «Bella lezione per i giovani - dice Patrizia M. la vigilessa multata, in municipale da 37 anni e che fra un anno andrà in pensione, mamma di tre figli e nonna di quattro nipoti - io in questo lavoro ho sempre creduto, mi sembra ingiusto tutto ciò. Ho sempre lavorato per strada, anche per tante ore, e non ho mai avuto nessun tipo di problema».
Il fatto risale al 23 agosto: l’agente, in servizio al VII Gruppo, ha prima lavorato nel suo Gruppo dalle 7 alle 17 al mercato di Porta Portese 2, e dalle 19 fino alle 2 di notte di rinforzo al I Gruppo per rafforzare i controlli sul territorio durante la movida notturna.
«Punita perché l’hanno fatta lavorare troppe ore, ormai nella polizia municipale di Roma siamo al paradosso. E’ un corpo a cui mancano almeno duemila unità (siamo 6500 e dovremmo, come da accordo sindacale, essere almeno 8350) e i lavoratori devono sopperire in forma straordinaria a tutte le necessità, ma se lavorano troppo ecco che gli arriva il rimprovero», denuncia Alessandro Marchetti, segretario generale aggiunto del Sulpm.
«La cosa poi diventa persino ridicola - aggiunge Stefano Giannini, dirigente sindacale Sulpm al Gruppo VII - in quanto dimostra la disorganizzazione e non solo del corpo, e che fa capire che qui la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Questi sono servizi che vengono disposti per iscritto dai dirigenti dei Gruppi interessati che assegnano ad ogni singolo agente anche la strada nella quale devono recarsi e non sono attività che può svolgere autonomamente il dipendente. Nel Capodanno di due anni fa, quando sindaco era Veltroni, io fui sanzionato per il motivo opposto: perchè non accettai di prestare servizio mattina e sera, proprio per rispettare la norma che viene richiamata dal Comando e secondo la quale oggi puniscono la collega».
Donatella Scafati, vicecomandante della Polizia municipale di Roma, precisa che «sono gli stessi agenti a prenotarsi per fare gli straordinari, ma deve rimanere valido il principio sancito dal contratto: del riposo di undici ore consecutivo ogni ventiquattr’ore. Che è poi un motivo che porta alla sicurezza dell’agente, alle sue capacità di reazione».
Il segretario del sindacato unitario lavoratori polizia municipale Marchetti sostiene, «che il problema è nella carenza di personale, perché spesso i colleghi devono fare questi turni. Qualche mese fa - prosegue - ho lavorato al Gruppo Sicurezza Urbana per 24 ore consecutive, mi chiedo seguendo lo stesso ragionamento se a quel punto trascorsa la tredicesima ora lavorativa non dovevo lasciare in mezzo alla strada l’uomo che arrestammo per riciclaggio di denaro sporco. Devo avere un rimprovero anche io? Ci chiediamo se non sia meglio chi non fa niente così non rischia nulla. «Il sindaco Alemanno - chiede il segretario - stavolta ha il dovere di intervenire per impedire di scoraggiare chi nel corpo tira invece la carretta».
Be.Pi.
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