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URANIO IMPOVERITO: TREMILA MALATI TRA I SOLDATI ED I CIVILI

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di: Redazione Nsd   
venerdì 22 gennaio 2010
(L'Unione Sarda.it) - "Aver ottenuto un risarcimento dallo Stato per la morte di nostro figlio è una vittoria legale ma resta una sconfitta: avremmo preferito avere ancora con noi Salvatore". Giuseppina Vacca, la mamma del sassarino deceduto nel 1999 all'età di 23 anni a causa di una leucemia fulminante contratta in Bosnia durante una missione di pace, si augura che abbiano giustizia anche gli altri soldati malati, le altre famiglie dei militari deceduti, i civili che si sono ammalati per aver vissuto attorno ai poligoni di Teulada, Capo Frasca e Quirra.




«Noi abbiamo lottato e siamo stati fortunati ad aver trovato giudici competenti , un'associazione come l'Osservatorio militare che ha difeso i nostri diritti e un avvocato come Angelo Tartaglia».

I giudici del Tribunale civile di Roma hanno stabilito che la leucemia di Salvatore Vacca è stata «inequivocabilmente causata dall'esposizione all'uranio impoverito». Lo Stato italiano sapeva che la Nato avrebbe utilizzato quelle munizioni in Bosnia ma non ha fornito ai soldati le adeguati protezioni. I genitori e una sorella del sassarino hanno ottenuto 656 mila euro, presto i giudici esamineranno anche le richieste di risarcimento presentate dagli altri due fratelli.

«Questi maxirisarcimenti non devono far dimenticare tutti coloro che ancora attendono di essere ripagati», interviene Falco Accame, presidente dell'Associazione Nazionale Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate e Famiglie dei Caduti, «c'è ancora una enorme e inspiegabile incertezza sull'entità del fenomeno. Non si conosce esattamente il numero dei malati tra i corpi militari, ma la stima di 3.000 persone colpite non è irrealistica. Non è giusto - continua Accame - che chi ha potuto disporre di soldi sufficienti per un buon avvocato abbia potuto accedere a migliaia di euro di risarcimento, mentre c'è chi non ha ricevuto neppure un euro. La situazione è del tutto inaccettabile sia sul piano della giustizia che sul piano etico».

Giuseppe Leggiero, responsabile dell'Osservatorio militare, l'associazione che ha seguito il caso di Salvatore Vacca, è convinto che i casi di militari e civili malati per l'esposizione alle cosiddette polveri della guerra siano 2538: «E 178 sono i morti». Leggiero invita a non utilizzare le class action: «Ogni causa di risarcimento danni deve essere individuale».

Francesco Palese, dell'associazione vittimeuranio.com, sollecita la nomina di un'altra commissione parlamentare d'inchiesta che faccia chiarezza sui numeri dei malati e delle vittime.





Tags:  uranio impoverito maxi risarcimento difesa froze armate poligoni quirra teulada capo frasca anavafaf falco accame

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