URANIO IMPOVERITO: L'ANAVAFAF CHIEDE AL NUOVO MINISTRO DELLA DIFESA DI AIUTARE I CONTAMINATI |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 18 novembre 2011 |
(NSD) - "Mi auguro che il nuovo ministro della Difesa Giampaolo Di Paola anche se ha deposto momentaneamente la divisa di marinaio non dimentichi il primo dovere di ogni navigante: cioè prestare soccorso a chi è in difficoltà. E nel caso specifico mi riferisco ai contaminati da uranio impoverito". A dirlo è il presidente dell'Anavafaf, Falco Accame, che la scorsa settimana aveva denunciato una pioggia di dinieghi per i risarcimenti per le vittime dell'uranio in Sardegna (l'ultima per un aviere morto per tumore nove anni fa) criticando nel contempo l'acquisto delle ormai famose 19 Maserati da parte del Ministero della Difesa che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi....
"Anche se ha deposto momentaneamente la divisa di marinaio, l'Anavafaf si augura che non dimentichi il primo dovere di ogni navigante: cioè prestare soccorso a chi è in difficoltà. E per via dell'uranio impoverito circa 2.500 militari sono stati colpiti (ma anche dipendenti civili del ministero della Difesa, di altri ministeri e altre organizzazioni italiane) - spiega Falco Accame, presidente dell'Associazione nazionale italiana assistenza vittime arruolate nelle Forze armate e famiglie dei caduti (Anavafaf).
I primi a guardare a lei con speranza sono naturalmente i marinai e le loro famiglie in difficoltà o in lutto. Tra questi, cito i nomi del capitano di Corvetta D'Alicandro, di Brindisi, del capitano di fregata Pecoraro di Venezia e la cui famiglia vive a Brindisi, del marescillo Marini di Carrara, del marinaio Maramarco di Bari, del marinaio Ceccarini di Orbetello, del marinaio Motta di Palermo, di due marinai sardi di cui si omette il nome per motivi di privacy. Si tratta di servitori del Paese colpiti da fuoco amico e da una minaccia invisibile di cui erano ignari.
In Sardegna si susseguono continui dinieghi per i risarcimenti delle vittime e ai loro parenti, in quanto le somme stanziate non sono sufficienti quindi stupisce la notizia che il Ministero della Difesa abbia acquistato 19 Maserati. L'ultimo diniego riguarda un militare dell'Aeronautica, l'aviere Vam Gianni Faedda, addetto alla vigilanza aeroportuale del Poligono di Capo Frasca, un poligono di impiego internazionale in cui si testano armi vere (cioè non da esercizio). Faedda morì l'8 settembre 2002 per un tumore al cervello. Il militare, che svolgeva attività di vigilanza alle infrastrutture del poligono era anche addetto alla raccolta di proiettili e residuati bellici nei test contro bersagli sistemati nel poligono, ha operato privo di misure di protezione ed era rimasto esposto alle polveri di ossido che si generano nei proiettili e residuati bellici rimasti sul terreno - aveva spiegato qualche giorno fa Falco Accame".
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