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TUMORI NEI POLIGONI, ENTRO IL 6 NOVEMBRE LE RICHIESTE DEI DANNI

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di: Redazione Nsd   
mercoledì 14 ottobre 2009
(L'Unione Sarda) - C'è tempo sino al 6 novembre per presentare la domanda di risarcimento per i militari e i civili che si sono ammalati di tumore nelle zone di guerra oppure nei poligoni sardi di Teulada, Quirra e Capo Frasca. Lo ha stabilito il decreto del presidente della Repubblica del marzo scorso e pubblicato in aprile sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, scaturito dopo il lungo lavoro di diverse commissioni parlamentari d'inchiesta sull'uranio impoverito e sui malati reduci dalla missione nei Balcani, accoglie una serie di richieste avanzate dai soldati e dai familiari.




Se n'è parlato sabato durante un convegno organizzato dall'associazione di avvocati “Articolo due” (articolodue@ gmail.com) ospitato dall'aula magna del palazzo di giustizia. Per la prima volta sono ammessi ai risarcimenti, oltre ai militari e ai civili che hanno preso parte alle missioni all'Estero, anche i soldati e i lavoratori dei poligoni e delle basi militari e i malati che risiedono nel raggio di un chilometro da Quirra, Perdasdefogu, Teulada e Capo Frasca, per restare in Sardegna.

Anche il sindacato della Cgil ha offerto la sua consulenza a chi ritiene di dover chiedere un risarcimento allo Stato per la malattia. Ci si può direttamente rivolgere al Ministero della Difesa (la sede di Roma) oppure attraverso le associazioni come Osservatorio Militare, Ananaf e Vittimeuranio.com. Anche alcuni avvocati in Sardegna stanno seguendo le pratiche.

Ci sono diverse strade percorribili. I militari malati possono chiedere il riconoscimento della causa di servizio e una indennità mensile. Lo Stato ha riconosciuto anche diverse “speciali elargizioni” per i danni causati dalle polveri di guerra, quelle nanoparticelle (cancerogene) di metalli pesanti che per forma e dimensione possono essere prodotte solo da esplosioni a temperature raggiungibili esclusivamente con l'utilizzo di munizioni all'uranio impoverito. C'è anche un'altra via legale, seguita in diversi casi simili: la richiesta di risarcimento danni che può essere avanzata contro lo Stato anche dai familiari attraverso il tribunale civile.

Il nuovo decreto legge ha rovesciato l'onere della prova: spetta alla Difesa, in caso di contenzioso, dimostrare che non esiste un rapporto di causa ed effetto tra le attività nella zona di guerra o nei poligoni e l'insorgenza dei tumori.




Tags:  uranio impoverito tumori poligoni militari teulada quirra capo frasca domanda risarcimento

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