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STRAGE DI NASSIRIYA: LA STORIA STA DANDO RAGIONE A IL GIORNALE DEI CARABINIERI

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di: Redazione Nsd   
giovedì 04 dicembre 2008
(NSD) - A distanza di cinque anni, la strage di Nassiriya resta ancora una ferita aperta per tutti gli Italiani. La cosa importante, però, è che la verità stia finalmente venendo a galla. Ieri, davanti al Gup militare di Roma, il Pubblico Ministero ha chiesto due condanne ed un rinvio a giudizio. Come molti ricorderanno il Sinacc e Il Giornale dei Carabinieri furono i primi a sollevare il problema della sicurezza chiedendo all'autorità giudiziaria di accertare se la base di Nassiriya fosse dotata di strutture idonee a proteggere la vita dei militari in una zona di guerra e se fossero state disattese le informative del Sismi che segnalavano la possibilità di imminenti attentati.


COMUNICATO STAMPA
STRAGE DI NASSIRIYA: CHIESTE DUE CONDANNE ED UN RINVIO A GIUDIZIO.
LA STORIA STA DANDO RAGIONE A IL GIORNALE DEI CARABINIERI.

A distanza di cinque anni, la strage di Nassiriya resta ancora una ferita aperta per tutti gli Italiani. La cosa importante, però, è che la verità stia finalmente venendo a galla.

Ieri, davanti al Gup militare di Roma, il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna a 10 e 12 mesi di reclusione per i generali dell'esercito Vincenzo Lops e Bruno Stano ed il rinvio a giudizio per il col. dei carabinieri Georg Di Pauli. Per loro l'accusa è di non aver messo in atto le misure di sicurezza nella base "Maestrale" di Nassiriya, dove il 12 novembre 2003 morirono 19 italiani, tra militari e civili, in seguito ad un attentato.

Lops e Stano hanno chiesto e ottenuto di essere processati con il giudizio abbreviato, per Di Pauli vale, invece, quello ordinario. Le parti civili costituitesi chiedono risarcimenti per milioni di euro. La decisione del gup dovrebbe arrivare tra una ventina di giorni, dopo le arringhe delle difese.

Come molti ricorderanno, il Sinacc e Il Giornale dei Carabinieri furono i primi a sollevare il problema della sicurezza chiedendo all'autorità giudiziaria di accertare se la base di Nassiriya fosse dotata di strutture idonee a proteggere la vita dei militari in una zona di guerra e se fossero state disattese le informative del Sismi che segnalavano la possibilità di imminenti attentati.

Per questo, tra l'altro, il fondatore de Il Giornale dei Carabinieri, il Mar. Ca. Ernesto Pallotta, venne duramente criticato e sanzionato con la consegna di rigore.

Dispiace constatare con ben cinque anni di ritardo che le valutazioni espresse dal Mar. Pallotta stanno trovando concreto riscontro anche nel lavoro dell'Autorità Giudiziaria. A questo, poi, si aggiungono le parole del Presidente americano George Bush, il quale ha ammesso che la guerra in Iraq è stata un errore: un ripensamento che, purtroppo, arriva dopo centinaia di migliaia di morti tra i civili e dopo il sacrificio di oltre 4.000 militari.


04 DICEMBRE 2008





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