SALTA LA DIFESA SPA. STOP A BERTOLASO |
|
|
|
|
di: Redazione Nsd
|
|
lunedì 24 maggio 2010 |
(Il Manifesto), di Eleonora Martini - Fine del modello Bertolaso di Protezione civile e soppressione della «Difesa servizi Spa». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, deus ex machina insieme a Umberto Bossi dell'affossamento del progetto di trasformazione del Dipartimento in Società per azioni, completa la sua opera e, inserendo tre articoli nel decreto legge della manovra finanziaria, rompe il costoso giochino che ha reso il capo della Protezione civile uno degli uomini più potenti d'Italia. E affossa pure la legge istitutiva della società in house del Ministero della Difesa....
Un'operazione necessaria per riprendere in mano totalmente la gestione dei conti pubblici dello Stato ma dettata anche dal crescente malessere del popolo leghista dopo che l'inchiesta sul G8 ha svelato una Roma sempre più accentratrice e «ladrona» a discapito delle autonomie locali. Dal Cavaliere e dal suo fido Bertolaso nemmeno una parola di commento.
Si ritorna al "modello Zamberletti", dunque, quello considerato dall'Ocse tra i migliori del mondo: niente più Grandi eventi, stati di emergenza definiti entro i tempi strettamente necessari, stop alle deroghe sugli appalti, controllo preventivo della Corte dei Conti sulle spese anche durante la gestione delle emergenze, e fine dell'autonomia contabile della Presidenza del consiglio dei ministri. Non senza però un piccolo cadeau di congedo per l'«uomo della provvidenza» che ha reso possibile il «miracolo aquilano» prima che lasci il posto al suo attuale vice, Franco Gabrielli, ex prefetto dell'Aquila e vero «uomo di Stato»: sessanta giorni di tempo, o poco più, per completare l'opera di stabilizzazione dei "suoi" precari e dirigenti. Poi, però, basta anche con le deroghe alla normativa sul pubblico impiego.
Se questo pacchetto di norme che oggi compare nella bozza del decreto legge di Tremonti dovesse davvero trovare posto nella legge finanziaria, sarebbe una vittoria della fronda interna del governo ma anche di chi in questi mesi ha puntato il dito contro un sistema destinato a diventare «gelatinoso», come i sindacalisti della Cgil interni al Dipartimento di protezione civile sottoposti a provvedimenti disciplinari per le loro critiche espresse pubblicamente. Un'azione, quella del sindacato che da tempo si batte per ritornare al modello di Protezione civile precedente all'era Bertolaso, diventata efficace da quando negli ultimi mesi è riuscito a coinvolgere anche l'opposizione parlamentare.
Nel testo, infatti, tanto per cominciare, si abrogano i tre articoli di legge (l.343 e 401 del 2001 e l.42/2010) che estendevano ai «Grandi eventi» l'azione della Protezione civile e la possibilità di decretare lo stato d'emergenza. Il quale subisce, anche in caso di calamità, una restrizione della durata «definita in stretta correlazione con i tempi necessari per la realizzazione dei primi indispensabili interventi». Tanto per fare un esempio, all'Aquila con queste norme lo stato d'emergenza sarebbe durato non più di 30 giorni anziché 21 mesi. Ogni ordinanza dovrà poi essere emanata non più solo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ma «di concerto con il Mef». E anche in casi di «assoluta eccezionalità dell'emergenza», quando è a rischio «l'integrità della vita umana», non possono esserci deroghe alle norme sugli appalti che devono invece essere «affidati con esperimento di gara informale a cui sono invitati almeno cinque operatori economici». Viene poi istituita un'Autorità di vigilanza sugli appalti per i lavori pubblici che ha il dovere di segnalare l'eventuale danno erariale alla competente procura della Corte dei conti. E' anche prevista una norma che vieta i «girofondi» in modo da evitare i passaggi di soldi di mano in mano e garantire così una maggiore trasparenza contabile.
Eliminando, poi, l'articolo 14 della legge 123/2008 che annullava il controllo preventivo della Corte dei Conti sulle ordinanze di Protezione civile, Tremonti ha voluto ripristinare il controllo, a monte e non solo a consuntivo, sia sulle ordinanze del premier che su quelle emesse dalla Protezione civile durante lo stato d'emergenza. In questo caso, però, i magistrati contabili hanno solo sette giorni e non 30 per verificare i conti.
Una bella rivoluzione, se arrivasse in porto. Non senza però un piccolo regalo di «riconoscimento» per l'operato di Guido Bertolaso. In un unico punto, infatti, il testo prevede una norma che entrerà in vigore non immediatamente ma solo alla conversione in legge del decreto, ossia 60 giorni dopo. Si tratta dell'abrogazione di tutte le ordinanze di Pc che derogano alle norme contrattuali del pubblico impiego. In sostanza, come aveva annunciato lo stesso Bertolaso una decina di giorni fa quando da Montaguto spiegava che avrebbe lasciato il suo posto solo «dopo aver portato a termine» l'assunzione dei 166 precari e la nomina dei 16 dirigenti a cui tiene in modo particolare, si permette al sottosegretario di compiere l'operazione per poi abolire assunzioni, progressioni di carriera ed emolumenti accessori ottenuti con una semplice ordinanza.
Tags: difesa spa forze armate protezione civile guido bertolaso |