nsd.it news sicurezza e difesa
Periodico di informazione on line
Home arrow FORZE ARMATE arrow PER IL COLPO A STUPINIGI SOLO FAVOREGGIAMENTO.DERUBRICATA ACCUSA DI ESTORSIONE PER ARCIERE E CAVUOTI

PER IL COLPO A STUPINIGI SOLO FAVOREGGIAMENTO.DERUBRICATA ACCUSA DI ESTORSIONE PER ARCIERE E CAVUOTI

PDF Stampa E-mail
di: Redazione Nsd   
venerdì 18 dicembre 2009
(La Stampa.it), di Alberto Gaino - Chiusa l’inchiesta sui retroscena del ritrovamento degli arredi rubati alla Palazzina di caccia di Stupinigi da una banda di sinti. La novità che balza agli occhi è la derubricazione del reato di estorsione in quello di favoreggiamento per l’ex vicesovrintendente di polizia Giuseppe Cavuoti e per il maresciallo aiutante dei carabinieri Riccardo Ravera.






Perché - scrivono i pm Andrea Padalino e Enrico Arnaldi di Balme nell’avviso inviato agli indagati - «aiutavano gli autori del colpo e comunque i detentori dei beni sottratti ad eludere le investigazioni assicurando alla banda l’impunità e inducendo i superiori gerarchici e l’autorità giudiziaria a ritenere che le informazioni ricevute da Adriano Decolombi e dal padre Carlo Cerutti» sul come recuperare la refurtiva «provenissero da fonte confidenziale del tutto estranea al furto». Con «la conseguenza che non vennero svolte indagini nei confronti del gruppo Cerutti-Decolombi». L’altro reato che si addebita loro è quello di aver falsificato relazioni di servizio.

I magistrati contestano ai due numerose omissioni negli atti di servizio: per l’accusa contattano la famiglia Decolombi (Adriano era un confidente di Cavuoti), trattano la restituzione degli arredi di grande valore (per una somma che da 500 mila euro scenderà a 250 mila), «informano falsamente i superiori, l’assicurazione Axa Art e l’Ordine Mauriziano della concreta ed effettiva possibilità che i mobili fossero dispersi. Possibilità che poteva essere scongiurata soltanto con il pagamento di una somma».

E poi: «Entrambi indicavano falsamente a chi dirigeva le indagini che la fonte confidenziale aveva parlato loro del coinvolgimento nella vicenda di soggetti di origine calabrese e di elevata pericolosità». Dulcis in fundo (si fa per dire), i pm li accusano di «aver omesso di riferire che la notte del recupero dei mobili, 25 novembre 2005, avevano ricevuto da Adriano Decolombi un cellulare con cui tenersi in contatto con lui, prima e dopo la consegna degli arredi». I rapporti «falsi» sono due. Il primo è quello del 2 ottobre 2005, in cui si relaziona di un eventuale imminente «imbarco» dei mobili di Stupinigi su una nave diretta nei Paesi Arabi. Cavuoti, assistito dall’avvocato Enrico Girardi, ha scelto sin dai giorni della detenzione in carcere un profilo basso: puntava a ricevere altri encomi e questo si è capito. Ravera non ha mai parlato di medaglie (se non di quella che voleva restituire) e tuttavia, ancora prima di trascorrere un breve periodo ai domiciliari, non ha perso occasione per replicare a muso duro.

Forse per non venir meno al personaggio cucitogli addosso dall’aver fatto parte della squadra del capitano Ultimo, con il nome di battaglia di Arciere. Nemmeno questa volta rinuncia a commentare, e lo fa con queste parole: «Leggendo il capo di imputazione mi viene da sorridere: la procura ha indagato più di 2 anni per capire che non avevo commesso alcuna estorsione. Mi auguro che adesso non ne impieghi altrettanti per rendersi conto che non sono nemmeno responsabile di un favoreggiamento».

Pausa e, dopo un significativo «comunque», chiosa: «Mi renderò disponibile per un interrogatorio chiarificatore, com’è sempre accaduto sinora». Ravera-Arciere aggiunge, a proposito di un lancio di agenzia che ne dà notizia, «querelerò, non è stato affatto chiesto il mio rinvio a giudizio per truffa nei confronti dell’amministrazione. Dimostrerò che i buoni pasto pagatimi mi erano dovuti». Il suo avvocato, Claudio Maria Papotti: «Quello della procura è un passo indietro che - benché parziale - va nella direzione da noi auspicata. In ogni caso si dimostra quanto fosse infondata l’accusa di estorsione e quanto sia stata ingiusta la scelta di metterlo agli arresti domiciliari che ha inciso sulla carriera di uno dei rappresentanti nazionali del Cocer dei carabinieri».




Tags:  stupinigi arredi rubati giuseppe cavuoti riccardo ravera arciere

Condividi:
Digg! Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! Yahoo!
 

       
Ricerca in archivio
Newsletter sicurezza
Resta informato sui temi che ti stanno più a cuore.
Eipass
 
Articoli correlati

P.iva 08434201003 copyright Main Force srl
Editore: Main Force srl Direttore responsabile:Mirella Rosalia Scardina
Iscrizione R.O.C. n.17420 Rivista "Il Giornale dei Carabinieri": Autorizzazione del Tribunale di Roma  n.59/97 del 31/10/97