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PENSIONI: DAL 2010 I NUOVI "COEFFICIENTI" ABBASSERANNO GLI IMPORTI DELL'8%

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di: Redazione Nsd   
venerdì 30 gennaio 2009
(NSD) - Pensioni sempre in primo piano. Neanche una settimana fa Il Giornale dei Carabinieri aveva annunciato una stangata in arrivo per i lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa e ora arriva un'altra conferma da parte de Il Sole 24 ore. Secondo l'autorevole quotidiano finanziario, i "nuovi coefficienti di trasformazione” partiranno dal 1 gennaio 2010 con conseguente riduzione media degli importi delle pensioni future del 6-8% (che per il Comparto Sicurezza e Difesa potrebbe significare una media di circa 150 euro).


ARTICOLO DE IL SOLE 24 ORE del 28.01.09
 
«Meno se ne parla più si fa». Sulle pensioni il ministro Maurizio Sacconi continua a volare basso. Anche perché il titolare del Welfare resta convinto che in una situazione difficile come quella determinata dalla crisi finanziaria ed economica non ci siano troppi margini per far scattare interventi strutturali. E nel corso di un'audizione alle commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera il ministro lo ribadisce a chiare lettere: «Nel breve periodo non ci sono le condizioni» per rimettere mano al sistema previdenziale. I soli due interventi che scatteranno saranno l'innalzamento dell'età pensionabile delle lavoratrici statali, in recepimento della sentenza della Corte di giustizia Ue, e il decollo dei "nuovi" coefficienti di trasformazione dal 1 gennaio 2010 con conseguente riduzione media degli importi delle pensioni future del 6-8 per cento. Coefficienti che scatteranno con l'adeguamento previsto dal Governo Prodi: ho «già disposto l'avvio dell'adeguamento dei parametri, come previsto», fa sapere Sacconi.

Ma quest'ultima affermazione non piace a tutti i sindacati. La Uil, in particolare, chiede l'istituzione della commissione di "concertazione" sui coefficienti prevista dalla riforma del centro- sinistra. E analoga richiesta arriva da Cesare Damiano (Pd). La partita, insomma, non è del tutto in discesa.

Così come potrebbe non essere scontato il percorso. Una conferma in questo senso arriva dalla comparsa, sullo sfondo del confronto tra Governo e parti sociali, dell'opzione del blocco delle finestre di uscita delle pensioni di anzianità. Un'ipotesi durata lo spazio di poche decine di minuti. Che però potrebbe rispuntare in caso di necessità, soprattutto se il Governo dovesse essere costretto a reperire nuove risorse per tamponare la crisi. Altre sorprese potrebbero arrivare dal probabile "spezzatino" del Collegato Lavoro, attualmente al vaglio del Senato, che dovrebbe suddiviso in due testi: nel primo dovrebbero confluire tutte le misure su ammortizzatori e mercato del lavoro e nel secondo quelle sulla previdenza e in particolare sui lavori usuranti da esentare (facendo leva su un'apposita delega) dalle nuove regole pensionistiche. Un questione che, al di là delle eventuali nuove proroghe per l'esercizio della delega, dovrà essere affrontata entro l'anno. Se, dunque, il blocco delle finestre di anzianità è un'ipotesi già accantonata che potrebbe solo essere ripescata con una funzione di misura di scorta, più complessa appare la vicenda degli «usuranti».L'eventuale scorporo delle misure previdenziali dal collegato lavoro potrebbe prestarsi a incursioni della stessa maggioranza. Più volte, ad esempio, il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha fatto riferimento alla necessità di un nuovo intervento sulle pensioni, considerato prioritario anche dalla presidente di  Confindustria, Emma Marcegaglia.

Sacconi comunque resta convinto che la strategia migliore sia quella di agitare il meno possibile le acque. Il punto fermo nella strategia del ministro è il decollo dei "nuovi" coefficienti (evocato anche dal leader del Pd, Walter Veltroni) il1�gennaio2010, senza ulteriori ritardi. Il tutto accompagnato dal piano di riordino degli enti previdenziali, che, secondo il ministro, garantirà tre miliardi di risparmi.

M.Rog.





Tags:  il giornale dei carabinieri comparto sicurezza e difesa il sole 24 ore coefficienti pensionistici

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