MILITARE SALENTINO IN GRAN BRETAGNA DATO PER "MORTO" DA MINISTERO DELL'INTERNO |
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di: Redazione Nsd
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lunedì 07 giugno 2010 |
(La Gazzetta del Mezzogiorno), di Marisa Ingrosso - E' a Londra per curarsi da una grave malattia scoperta dopo una missione in Bosnia, ma per il Ministero dell'Interno risulterebbe morto nel 2007. È la storia del maggiore dell’Esercito Carlo Calcagni, originario di Guagnano (Lecce) e residente a Cellino San Marco (Brindisi). Il militare avrebbe scoperto di essere "morto" dalla graduatoria ufficiale delle "vittime del dovere" pubblicata dal ministero dell’Interno e dedicata agli appartenenti alla forze armate e di polizia morti o feriti per motivi di servizio....
Insieme alle sue generalità sarebbe stata specificata la sua condizione, ossia quella di "deceduto", con tanto di data: 30 ottobre 2007.
«Quando un mio amico mi ha avvisato – ha detto il militare in una intervista all'emittente televisiva pugliese TeleRama – pensavo si trattasse di uno scherzo, poi ho visto che così non è, e che risulto veramente morto». «Probabilmente è per questo – ha commentato – che nessuno si preoccupa più di me e sono costretto a pagare di tasca mia le costose cure, anche all’estero, alle quali mi devo sottoporre dopo essere stato riconosciuto invalido al 100% per gravi infermità contratte in missione internazionale di pace, Bosnia 1996, riconosciute dipendenti da causa di servizio».
La Gazzetta ha immediatamente contattato il Ministero dell'Interno per avere conferme e per comprendere come si fossero svolti i fatti ma, fino a questo pomeriggio, non è giunta nessuna risposta.
In compenso, è giunta pronta e chiara la risposta dello Stato Maggiore dell'Esercito: «Non sappiamo alcunché di questo errore nell'elenco del Ministero dell'Interno, di cui parla il nostro Calcagni. La cosa in ogni caso non è partita da noi. Ed è certo che noi non ci siamo dimenticati di Calcagni. Infatti Difesan (la Direzione che si occupa della Salute dei militari) ha autorizzato i rimborsi in suo favore, a copertura di quanto non è coperto dal SSN. E per noi continua a percepire gli emolumenti che gli competono in questa situazione».
«Inoltre - dicono da Sme - noi l'abbiamo richiamato nel "ruolo d'onore", uno speciale ruolo, per cui lui è ancora in servizio. Per noi lui è dei nostri e dà il suo contributo alla Scuola di Cavalleria di Lecce. Noi, come Forza Armata, ci prendiamo cura di chi ha dato tanto all'Esercito Italiano».
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