MANOVRA: GUARDIA DI FINANZA, EVASIONE FISCALE E....RANE BOLLITE! SVEGLIAMOCI PRIMA CHE SIA TARDI! |
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di: Redazione Nsd
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martedì 15 giugno 2010 |
(NSD) - "Bolliti a fuoco lento senza che ci si accorga del pericolo imminente!". Così si sentono gli uomini della Guardia di Finanza almeno a quanto si legge in una pungente delibera del Cobar Piemonte delle Fiamme Gialle che ha utilizzato una favola di Olivier Clerc per descrivere la situazione del Comparto Sicurezza e Difesa. "Svegliamoci ranocchie: se non siete già mezzi cotti, date un salutare colpo di zampe prima che sia troppo tardi - esorta il Cobar Piemonte".....
La Manovra economica finanziaria (D.L. 78/2010) al fine di reperire risorse per il risanamento della Finanza pubblica, con “alta ingegneria finanziaria”, ha individuato tra l’altro i dipendenti pubblici, ed in particolare gli appartenenti al comparto sicurezza e difesa, tra i soggetti da colpire in quanto sono le uniche categorie ad essere privilegiate, ricche ed evasori (si sa che i lavoratori dipendenti non pagano le tasse) - si legge nella delibera del Cobar Piemonte.
Visto che i conti all’estero li hanno i lavoratori dipendenti che non hanno nemmeno voluto approfittare dello scudo fiscale, ne hanno inteso vendere i loro panfili, quindi è giusto che paghino, chiediamo ai colleghi di destarsi dal letargo, considerato che lo sport nazionale è ormai quello di gabbare le Forze dell’ordine, con un governo che fa il “patto per la sicurezza” (…ma de che??), e un altro governo che ci omaggia della specificità (…ma quando mai??), denunciando sin d’ora che siamo di fronte alla più evidente ingiustizia sociale mai perpetrata nei confronti delle Forze di Polizia. Ci privano dei diritti, ci privano dei denari ma non ci toglieranno la dignità: NEC RECISA RECEDIT.
Dall’allegoria della Caverna di Platone a Matrix, passando per le favole di La Fontaine, il linguaggio simbolico è un mezzo privilegiato per indurre alla riflessione e trasmettere delle idee. Olivier Clerc, scrittore e filosofo, in questo suo breve racconto, attraverso la metafora, mette in evidenza le funeste conseguenze della non coscienza del cambiamento, che infetta la nostra salute, le nostre relazioni, l’evoluzione sociale e l’ambiente. Un condensato di vita e di saggezza che ciascuno potrà piantare nel proprio giardino per goderne i frutti.
Immaginate una pentola piena d’acqua fredda in cui nuota tranquillamente una piccola ranocchia. Un piccolo fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda molto lentamente. L’acqua piano piano diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò piuttosto gradevole, continua a nuotare. La temperatura dell’acqua continua a salire.
Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare, si sente un po’ affaticata, ma ciò nonostante non si spaventa. Ora l’acqua è veramente calda e la ranocchia comincia a trovare ciò sgradevole, ma è molto indebolita, allora sopporta e non fa nulla. La temperatura continua a salire, fino a quando la ranocchia finisce semplicemente per cuocere e……morire!
Se la stessa ranocchia fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola
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