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IL 25% DEGLI ALLOGGI DELLA DIFESA OCCUPATI ABUSIVAMENTE. ARRIVA IL SOLLECITO DELLA CORTE DEI CONTI

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di: Redazione Nsd   
mercoledì 08 giugno 2016

Ne ha dato notizia qualche giorno fa il periodico L’Espresso, che ha raccontato di un recente pronunciamento della Corte dei Conti  che ha intimato all’A.D. di recuperare entro sei mesi i tantissimi alloggi abusivamente occupati da persone che non ne hanno più titolo. Rispetto al patrimonio alloggiativo disponibile per le necessità di servizio del personale Difesa, che ammonterebbe complessivamente a n. 16.812 appartamenti: il 25% di essi, pari a n. 4190 unità, sono attualmente occupate da chi non ne avrebbe alcun diritto (perché collocati in pensione; perché trasferiti; perché in uso ad eredi privi di titoli; etc.) che, dunque, vivrebbe abusivamente in quegli immobili sottraendoli ad altro personale che ne avrebbe  invece diritto....







 

Di questi 4190 alloggi, 2.871 sarebbero in gestione all’Esercito, 408 alla Marina e 911 all’Aeronautica

Ne hanno ovvie responsabilità i diversi Ministri che si sono via via succeduti nel corso di questi anni, e tra questi l’attuale Ministra, che ha firmato in data 14.05.2014 un decreto con il quale è stata addirittura ampliata la categoria degli “intoccabili” allargando le fasce protette e includendovi, oltre alle vedove e alle famiglie a basso reddito, anche figli e nipoti.

 

Una scelta giudicata “paradossale” dalla stessa Corte dei Conti.

 

Ebbene, dopo aver rilevato questo incredibile stato di cose, la Magistratura contabile ha inviato una relazione dettagliata ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e ai Ministri della Difesa e dell’Economia e Finanze, sollecitando l’A.D. a recuperare gli alloggi occupati abusivamente entro sei mesi. Recita la relazione dei Magistrati contabili: “Pur tenendo presenti eventuali situazioni particolari contingenti, è necessario riaffermare l’esigenza di recuperare tali alloggi e procedere di conseguenza”. Come si vede, una censura non lieve, nei confronti dell’operato del Ministero e del suo Vertice politico.

 

Ci chiediamo come questa situazione denunciata dalla Magistratura contabile si inquadri all’interno di quell’affermazione che la Ministra fece a giugno scorso all’atto della presentazione del progetto di dismissione di alcuni pezzi straordinari di storia della Difesa, i Fari,  realizzato di concerto con l’Agenzia del Demanio. In quella circostanza, la Ministra ebbe ad affermare che “come indicato nelle linee programmatiche del mio dicastero, al momento del mio insediamento, considero un dovere patriottico riutilizzare in modo proficuo il patrimonio immobiliare militare non più in uso”. Vien da chiedersi se non sia un “dovere patriottico”  anche quello di impedire a soggetti che non ne abbiano più titolo di utilizzare alloggi del MD, con il pessimo risultato di negarli ad altri che ne avrebbero titolo e non ne possono beneficiare.

 

Di questa censura della Corte dei Conti in merito alla gestione del patrimonio alloggiativo della Difesa non abbiamo letto commenti da parte dei Vertici,  mentre abbiamo letto commenti entusiastici sul successo della prima gara relativa ai Fari, presentata a giugno scorso e messa online dal 12 ott. 2015 al 12 gen. scorso,  che aveva l’obiettivo di dare in concessione 11 fari per un periodo fino a 50 anni.  Erano interessati, tra gli altri,  i Fari di Capo d’Orso a Maiori (Salerno), quello di Murro di Porco a Siracusa e il faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Napoli), che sono risultati i più richiesti. Inizia ora la valutazione delle offerte, e a marzo si conosceranno i vincitori. Intanto, Demanio e MD starebbero predisponendo un secondo elenco.

 

In ogni caso, l’Amministrazione Difesa dovrà ora rispondere all’imput della Corte dei Conti, e vedremo cosa metterà in campo per risolvere definitivamente il problema relativo all’utilizzo improprio degli alloggi.





Difesa: metà degli alloggi di servizio occupati senza titolo o inservibili

Il rapporto della Corte dei Conti. Quattromila immobili delle forze armate occupati abusivamente, altrettanti inutilizzabili perché da ristrutturare. Ma i soldi non ci sono

La beffa è che devono pagarci pure le tasse. Sui sedicimila alloggi residenziali di proprietà del Ministero della Difesa, ben 4000 sono vuoti perché devono essere ristrutturati e non ci sono soldi per farlo. Con un danno doppio, perché oltre al mancato incasso dei canoni di locazione, Esercito, Marina e Aviazione devono pagare su quegli alloggi anche l’Imu.

E non basta, perché altre 4000 abitazioni della Difesa, riservate ai militari per le esigenze di servizio, sono ormai occupate da inquilini “sine titulo”, come pensionati e vedove. Fatto sta, denuncia la Corte dei Conti , che ad oggi oltre la metà degli alloggi di servizio della Difesa sono indisponibili e la situazione è destinata a peggiorare drammaticamente.

Il paradosso

Il recupero degli alloggi dei militari occupati abusivamente era stato avviato nel 2007, ma di fatto si è bloccato con una legge del 2014, che ha esteso la fascia protetta, cioè il numero degli inquilini che sebbene abusivi non possono essere sfrattati per motivi di reddito o familiari.

«Paradossale - scrive la Corte dei Conti nel rapporto diffuso oggi - nel momento in cui maggiore è la necessità, sia sociale che istituzionale, di alloggi di servizio da assicurare al personale di carriera o a lunga ferma». In più ci si è messa la Legge di Stabilità del 2015 a complicare enormemente le cose per il ministero: i proventi della vendita degli alloggi, che venivano usati per costruire nuove case, sono stati acquisiti dal bilancio pubblico. E alla Difesa è stato imposto un piano di dismissioni tali da portare nelle casse pubbliche 220 milioni l’anno scorso, e altri 100 quest’anno e il prossimo.

 

Ripensare i tagli

Di fatto, sono stati tagliati tutti i fondi per costruire i nuovi alloggi e sono stati ridotti pure quelli per le ristrutturazioni, per le quali resta disponibile solo la metà delle risorse che arrivano dagli affitti, del tutto insufficienti: «si sta determinando - dice la Corte dei Conti - un circolo vizioso dal quale si rischia di non poter più uscire». Il problema è evidente: tutto l’apparato della Difesa avrebbe necessità di 45 mila alloggi di servizio, ma oggi ne ha poco più di 16 mila, la metà dei quali inutilizzabile. Il piano varato nel 2004 per costruire altre 20 mila abitazioni è stato un flop: ne sono state realizzate appena 720, ma senza i fondi che venivano dalle dismissioni non ha un futuro. Ed «alcun risultato», dice la Corte, ha prodotto il piano per la realizzazione degli alloggi che i militari potevano riscattare.

Per i magistrati contabili non c’è che un rimedio. Cancellare i tagli di bilancio previsti.




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