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GUERRA AI PIRATI, LA MARINA ALL'ASSALTO

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di: Redazione Nsd   
martedì 22 giugno 2010
(La Repubblica), di Massimo Minella - Saranno gli assaltatori della Marina a difendere le navi italiane dagli attacchi dei pirati. Il progetto è ormai pronto ed è stato illustrato mercoledì scorso in commissione Difesa del Senato dal capo di Stato Maggiore della Marina Bruno Branciforte. In sostanza, i professionisti della Marina, un centinaio in tutto, opereranno da tre basi dislocate in Oman, Gibuti e Mombasa e da qui entreranno in azione per soccorrere le navi, raggiungendole a bordo di aerei P-107....







Un piano molto dettagliato, che sta entrando adesso nella sua fase operativa, e che vivrà con la condivisione e il sostegno economico degli armatori privati di Confitarma. «L' intervento della Marina è pienamente condivisibile, mentre avevo già avuto modo in passato di prendere le distanze dall' ipotesi di gruppi privati imbarcati sui nostro mercantili - spiega Roberta Pinotti, senatrice del Pd e membro della commissione Difesa del Senato- Il tema della sicurezza contro la pirateria è all'ordine del giorno del Pd fin dall'inizio della legislatura. Con l' allora presidente del Copasir, ed ex Pd, Francesco Rutelli avevamo presentato una mozione sul tema della sicurezza e le soluzioni che si stanno definendo ora sembrano andare in questa direzione».

Proprio da Genova il tema della pirateria e delle più opportune tecniche di difesa ha preso vigore. Nei giorni scorsi, al termine di un lungo lavoro di indagine, il senatore Enrico Musso ha presentato una sua proposta di legge sull'argomento (scorte armate private) e lo stesso aveva fatto anche il deputato Pdl Michele Scandroglio (vigilantes anti-arrembaggio). «L' intervento di soggetti privati sulle navi ha sempre suscitato la preoccupazione della Marina e anche la nostra - continua la Pinotti - In caso di arrembaggio dei pirati, infatti, il rischio dell'immediato scontro a fuoco è molto forte. Ci vuole una gestione differente, affidata a professionisti, ma inquadrati all'interno delle forze militari italiane».

Sono i presupposti per l' ipotesi che sta per andare in porto. In prima battuta, infatti, dopo attente verifiche, sono state individuate le basi logisticamente più opportune e da cui è più vicino raggiungere le navi attaccate. «Oman, Gibuti e Mombasa sono i punti già individuati - prosegue la senatrice - Si pensa di impiegare una novantina di persone, divise in squadre da 5-7 persone, pronte a essere trasportate in aereo sul luogo dell'attacco».

Fondamentale, si diceva, la condivisione di Confitarma che attraverso il presidente Paolo d' Amico avrebbe già manifestato la propria disponibilità a sostenere l' operazione, anche finanziariamente. Le spese logistiche e di intervento sarebbero infatti a carico dei privati. «Il dialogo con l' ammiraglio Branciforte è stato da subito impostato nel modo giusto - chiude la Pinotti - Il problema gli era infatti noto da tempo, anche per il suo precedente incarico di capo dell'ex Sismi, ora Aise (i servizi segreti militari; n. d. r.) e ha subito mostrato grande disponibilità ad affrontarlo, come abbiamo potuto verificare in commissione Difesa. Il Pd apprezza il suo lavoro e quello delle forze armate con le quali, in passato, era forse emersa qualche rigidità. Forse sarà anche per il lavoro che stanno facendo le capitanerie di porto, che sono interfaccia importanti con il territorio. Alla fine, anche in tema di pirateria, penso sia stata individuata la soluzione migliore, che ricalca il modello già adottato in Francia, e che consente l' impiego di militari particolarmente esperti, dei veri professionisti formati per la garanzia della sicurezza».




Tags:  pirati somali golfo di aden.marina militare incursori

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