HomeFORZE ARMATE DIFESA: NAPOLITANO E LA RUSSA ALLA CERIMONIA PER IL 148° ANNIVERSARIO DELL'ESERCITO
DIFESA: NAPOLITANO E LA RUSSA ALLA CERIMONIA PER IL 148° ANNIVERSARIO DELL'ESERCITO
di: Redazione Nsd
giovedì 07 maggio 2009
(NSD) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed il Ministro della Difesa, Ignazio La Russsa, hanno partecipato alla celebrazione del 148° anniversario dell'Esercito Italiano al Forte di Pietralata a Roma. Presenti il capo di stato maggiore della Difesa, Gen. Vincenzo Camporini ed il capo di stato maggiore dell'Esercito, Fabrizio Castagnetti. Napolitano, sulle note dell'Inno nazionale, ha passato in rassegna gli schieramenti in alta uniforme e, poi, ha consegnato le onorificenze individuali e collettive.
La bandiera di guerra del I° Reggimento bersaglieri è stata insignita della decorazione di Cavaliere all'Ordine militare d'Italia con questa motivazione: "con grande capacità operativa, agiva in territorio iracheno, per sette mesi di intensa attività, in un contesto difficile e altamente rischioso. Tutto il personale dell'unità dava mirabile prova di coraggio, valore, spirito di sacrificio e profondo attaccamento al dovere. Al termine della missione, nelle delicate e rischiose fasi del ripiegamento del dispositivo militare italiano dalla provincia di Dhi Ar, evidenziava altissimi livelli di efficienza e prontezza operativa. L'unitàdell'Esercito, operando nel solco della tradizione e del valore del Corpo dei bersaglieri, ha elevato il prestigio e l'immagine delle Forze armate italiane nel contesto internazionale. (Nassirya, Iraq: 15 giugno-2 dicembre 2006)".
Altre onorificenze sono andate ai caduti e ai feriti in varie missioni militari internazionali di pace in Iraq, in Afghanistan, in Kosovo e nel Libano.
IL DISCORSO DEL MINISTRO DELLA DIFESA IGNAZIO LA RUSSA
"Il governo ha preso l'impegno di ridurre il costo dello Stato per i cittadini e anche le forze armate sono chiamate a compiere un'opera di razionalizzazione. Ma mai e poi mai consentirò, finché sarò ministro, che un solo uomo delle forze armate sia mandato nelle missioni internazionali senza che gli sia garantito il massimo dell'addestramento e del sostegno: questo è un impegno categorico.
L'esercito ha continuato nella sua storia a rappresentare un solido baluardo per l'integrità nazionale, pronto a difendere le nostre frontiere, anche nei lunghi anni di guerra fredda. Nel tempo, poi, si è aggiunto anche l'impegno per il mantenimento della pace lontano dalla patria, con la partecipazione a missioni internazionali in cui contribuire per portare sicurezza, stabilità e democrazia nelle aree più critiche del mondo. L'Esercito ha dimostrato di essere uno strumento straordinariamente flessibile e reattivo, capace di adattarsi con prontezza a difficili e vari scenari di impiego e di suscitare la riconoscenza sincera delle popolazioni e il rispetto dei nostri alleati. Questi cittadini in divisa sono la concreta presenza della Repubblica italiana dove la pace e la sicurezza sono a rischio: essi associano al valore militare la dimensione umana e il rispetto di valori universali.
I soldati appartengono a tutti i cittadini, all'intera collettività che si riconosce in essi, con piena consapevolezza del valore straordinario rappresentato dalle nostre forze armate e dal nostro Esercito: una risorsa e un valore che devono essere salvaguardati da ogni facile strumentalizzazione, perché patrimonio di tutti nella consapevolezza del ruolo storico che l'Italia sta svolgendo nel mondo e che ovunque viene riconosciuto e apprezzato.
L'Esercito è la componente delle forze armate che maggiormente sostiene i nostri impegni internazionali. L'ammodernamento delle sue forze e la continua ricerca dei migliori requisiti di sicurezza per il personale hanno consentito lo svolgimento delle operazioni, permettendoci di mantenere standard qualitativi similari a quelli dei nostri principali alleati.
L'Esercito come tutte le forze armate, è presente in prima linea per varie emergenze: le operazioni Strade pulite in Campania e Strade sicure in 12 regioni italiane sono a tutti ben note. In questi giorni, poi, la forza armate è presente in Abruzzo, nelle zone più duramente colpite dal terremoto: l'Esercito sta impiegando 1.500 uomini, centinaia di mezzi e vari elicotteri, che hanno operato fin dai primi giorni con abnegazione e tempestività, dando una risposta pronta come pronta è stata la risposta del governo e dell'Italia intera.
La difesa e la prevenzione della criminalità, da parte dello Stato, devono continuare ad avvenire con uomini servitori dello Stato in divisa. L'accoglienza che i nostri soldati hanno avuto, quando sono andati ad aiutare le forze dell'ordine per il pattugliamento nei quartieri a rischio, ci riempie d'orgoglio. Questa esperienza rappresenta una fase straordinaria ed eccezionale, che non può e non deve diventare una regola. Ma finché sarà ritenuta necessaria, sarà da noi sicuramente considerata fattibile. Se fosse necessario, siamo pronti a dare la disponibilità non solo a rinnovare l'esperienza, con l'accordo del presidente della Repubblica; ma anche ad offrire un ulteriore e maggiore contributo, perché i risultati sono evidenti e perché la difesa e la prevenzione della criminalità, da parte dello Stato, devono continuare ad avvenire con uomini servitori dello Stato in divisa".
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