DIFESA, LA RUSSA: TAGLI NON DEVONO RIGUARDARE LA SICUREZZA DEI SOLDATI.VIA DALL'AFGHANISTAN DAL 2013 |
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di: Redazione Nsd
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giovedì 03 giugno 2010 |
(NSD) - La Festa del 2 Giugno è stata l'occasione per il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per fare il punto della situazione sulle nostre Forze Armate alla luce dei tagli previsti dalla Manovra Finanziaria. "E' giusto che tutti concorrano a ridurre il costo dello Stato ma ho chiesto che nessun taglio riguardi la tutela della sicurezza dei soldati e la loro capacità di addestramento - ha detto La Russa". Il Ministro ha, poi, spiegato che l'impegno italiano in Afghanistan è destinato a decrescere entro il 2013....
"E' giusto che tutti concorrano a ridurre il costo dello Stato. Io ho chiesto che la flessibilità sia vera, che si possa decidere all'interno del ministero dove fare i tagli ma soprattutto ho chiesto che nessun taglio riguardi la tutela della sicurezza dei soldati e la loro capacità di addestramento. Vorrei anche che si pensasse che se un militare guadagna 1.400 euro al mese, non è a lui che si devono chiedere i principali sacrifici - ha spiegato il Ministro La Russa.
La Difesa farà la sua parte a fronte dei sacrifici imposti dalla crisi economica ma non subirà passivamente scelte operate da altri. Affrontiamo scelte coraggiose, che certamente impongono sacrifici importanti, ma che sono comunque ineludibili; in tale contesto la Difesa farà la sua parte. Ma ciò non vuol dire che saremo costretti a subire, passivamente, scelte operate da altri, scelte che incidono fortemente sulla capacità di perseguire i nostri compiti istituzionali. La Difesa contribuirà alla riduzione del deficit, mettendo in atto però misure idonee a preservare le sue attività vitali. I geni della finanza e dell'economia trovino il metodo per trasformare le forze armate e renderle più efficienti con meno costi. Oppure, ci lascino carta bianca perché noi lo sappiamo fare meglio di loro.
L'impegno italiano in Afghanistan è destinato a decrescere entro il 2013. Ritengo che già nel 2011 sarà possibile vedere concreti risultati sul terreno e quindi cominciare a pensare a ipotesi di riorganizzazione delle forze. Realisticamente, possiamo prevedere però che il governo afghano non potrà assumere la responsabilità principale delle operazioni militari e di polizia prima di due anni. Per questo, il nostro impegno è destinato a decrescere entro il 2013, per poi sperabilmente rientrare tutti. Per quanto attiene alla consistenza numerica del nostro contingente, passeremo a breve a 3.700 militari e sfioreremo la soglia dei 4.000 entro la fine di quest'anno. Sul fronte dei mezzi, l'Italia potenzierà la dotazione del contingente, con l'invio dei nuovi blindati Freccia, il miglioramento dei Lince già presenti, la rotazione del tipo di elicotteri, come l'invio di velivoli più potenti e sofisticati''.
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