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DIFESA, DI PAOLA: IL NOSTRO MODELLO MILITARE NON E' PIU' SOSTENIBILE. PRONTI TAGLI E DISMISSIONI

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di: Redazione Nsd   
venerdì 02 dicembre 2011
(NSD) - "La struttura attuale della Difesa ha un dimensionamento non più sostenibile: bisogna intervenire sullo strumento militare per riconfigurarlo e ricondurre la Difesa in un piano di sostenibilità economica e operativa". Con queste parole il neo ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, ha preannunciato tagli e dismissioni che porteranno ad una "cura dimagrante" per le forze armate. Le linee programmatiche della sua azione sono state esposte alle commissioni congiunte Difesa di Senato e Camera. "Per arrivare al ridimensionamento si dovrà incidere sul rapporto tra gli ingressi e le uscite dalle forze armate e si dovrà fare in maniera equa e sostenibile - ha aggiunto Di Paola"...






"Questa è la strada che hanno intrapreso tutti i nostri partner e riequilibrare lo strumento militare sarà la linea portante della mia azione. Per arrivare al ridimensionamento si dovrà incidere sul rapporto tra gli ingressi e le uscite dalle forze armate e si dovrà fare in maniera equa e sostenibile. Sono scelte dolorose e difficili ma nel tempo sono state erose le risorse alla Difesa. Non mi compiaccio di ciò, ma ne dobbiamo prendere atto: in questo quadro economico il rigore ed il contenimento delle spese sono un fatto ineludibile anche in prospettiva - ha sottolineato Di Paola.

Anche la Difesa deve fare la sua parte nelle dismissioni. Abbiamo un patrimonio immobiliare non più tenibile e dobbiamo avere il coraggio di dismetterlo. Questo è un tema centrale cui voglio dare una spinta forte. L'interesse generale deve prevalere sul particolare, sugli interessi in quella provincia o in quel comune.

Il ruolo delle forze armate non è in discussione, tutti ci rendiamo conto che sono uno strumento indispensabile per qualunque Paese sovrano e indipendente. Ci sono sfide asimmetriche globali che richiedono un impegno ampio di tutta la comunità internazionale e l'Italia deve continuare a fare la sua parte in questo contesto. Le missioni internazionali contribuiscono anche alla nostra sicurezza e l'Italia sta dando prova di affidabilità e capacità. Esse non sono un lusso ma il giusto contributo allo sforzo collettivo della comunità internazionale. E a breve dovremo riconfermare il nostro impegno nelle missioni visto che si avvicina la data del decreto di rifinanziamento
".


RIFIUTI: "L'esercito di nuovo a Napoli per l'emergenza rifiuti? Le forze armate contribuiscono a ciò che serve, ma questo non è il nostro compito principale. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha fatto solo un riferimento possibilistico; noi siamo comunque al servizio del Paese e contribuiremo quando e dove necessario".

LIBIA: "Probabilmente, in futuro, il premier Mario Monti andrà in Libia. Dopo la caduta di Gheddafi si stanno creando le condizioni per uno sviluppo più democratico del Paese: la responsabilità non tocca noi ma i libici; però è nostro interesse contribuire allo sviluppo di una realtà istituzionale in Libia".

AFGHANISTAN: "In Afghanistan pur continuando ad esserci rischi, si sono registrati innegabili progressi. La situazione di oggi non è neanche lontanamente paragonabile a quella del 2001, 2002, 2003. Il percorso di stabilizzazione del Paese tuttavia non è uno sforzo di breve periodo e non solo militare. Terminata la fase di transizione ci dovrà essere un impegno della comunità internazionale in altri modi. Nel 2014 dovrebbe terminare la fase di transizione col passaggio della responsabilità della sicurezza al governo locale e da qui al 2014 ci sarà una progressiva riduzione della nostra presenza militare. Il presidente Karzai ha annunciato la seconda tranche di passaggio di porzioni di territorio alla responsabiltà afghana che riguarderà anche la provincia di Herat ed altre province dell'Ovest dove sono impegnati i nostri militari".

LIBANO: "Da gennaio assumeremo il comando della missione Unifil in Libano, su richiesta dell'Onu memore delle buone prove che abbiamo dato. È un fatto che ci riempie di orgoglio. La situazione in Libano non è tranquilla: quello che sta succedendo nella regione e in Siria ci ricorda che la presenza delle Nazioni Unite è ancora indispensabile".

PIRATERIA: "La sicurezza delle vie marittime è un fattore essenziale delle nostre economie e la comunità internazionale deve rispondere in maniera coordinata alla pirateria, che è un problema ancora presente e minaccioso. Il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton ieri a Bruxelles ha ricordato a tutti i paesi di proseguire con la loro presenza in questo sforzo che riguarda tutti noi. Quindi, in prospettiva, si prevedono impegni per favorire la crescita del contrasto al fenomeno da parte di Paesi dell'area come la Tanzania e Gibuti".







Tags:  difesa forze armate giampaolo di paola dismissioni tagli sicurezza

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