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COMELLINI: TALEBANI NON SONO I SOLI A SPARARE SUI MILITARI ITALIANI, IN PATRIA CI PENSA IL GOVERNO

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di: Redazione Nsd   
lunedì 19 luglio 2010
(NSD) - "Quello del 16 luglio è solo l’ultimo degli scontri a fuoco che hanno coinvolto i militari del nostro contingente in Afghanistan, mentre alla Camera è in corso la  discussione per la conversione dell’ennesimo decreto legge per il finanziamento di queste missioni, che sempre meno sembrano di pace". Queste le parole di Luca Comellini del Pdm che ha poi sottolineato come "oltre ai Talebani sui nostri militari adesso spara anche il Governo con i suoi partiti di maggioranza"...









"Le dinamiche dell’attacco e il ferimento dei tre militari italiani dovrebbero far riflettere il Parlamento sulla immediata necessità di una completa revisione delle modalità e dell’impegno italiano in quelle zone dove ormai il conflitto armato sembra essere l’unica priorità - ha spiegato Luca Comellini del Pdm (Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari e delle Forze di Polizia).

Ai tre militari feriti non posso fare a meno di augurare una pronta guarigione, oggi però si deve riflettere attentamente su quanto sta accadendo in casa nostra, dove il recente accordo bipartisan (esclusi i radicali) di sostenere con forza le spese militari a discapito degli stipendi e del funzionamento dello strumento militare, è stato ufficializzato dal voto della Camera lo scorso 7 luglio sugli emendamenti presentati dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, alla mozione Cicu. A questo va aggiunto che i costi di queste missioni non sono quelli dichiarati dal ministro La Russa ma sono aumentati di oltre 60 milioni di euro rispetto al 2009, e che ogni volta i decreti legge di rifinanziamento si trasformano in una occasione per emanare provvedimenti, come quello sulla proroga del Commissario straordinario della Croce Rossa o quello delle elargizioni di denaro pubblico per società della Rai o per consulenze e fondazioni di diritto privato, che nulla hanno a che fare con la cooperazione e la pace.

Dalle norme salva generali alla proroga dei consigli della rappresentanza militare, dalla proroga delle inutili consulenze alla sanatoria di spese senza controllo. Ogni occasione è buona per accontentare gli amici e i furbetti del quartierino mentre la manovra finanziaria appena approvata dal Senato arriva come un micidiale colpo di Kalashnikov alle spalle dei militari (e dei poliziotti). Così a quelli che in questo momento sono in un letto di ospedale da campo nei territori della colonia Afghana sottoposti al controllo italiano, sofferenti per le ferite inferte dal nemico, non farà un certo piacere sapere che i loro colleghi in Patria lottano contro il fuoco amico.

Sulle ferite e sulla morte dei nostri soldati in Afghanistan non possono essere portate avanti le velleità politiche e gli interessi di bottega di un Governo e della sua maggioranza che, però, sono sempre pronti a massacrare i militari e poliziotti sotto ogni profilo del loro status, come è in effetti avvenuto con il voto di fiducia espresso dal Senato della Repubblica.

Oltre ai Talebani sui nostri militari adesso spara anche il Governo con i suoi partiti di maggioranza
".





Tags:  militari italiani afghanistan luca comellini pdm missioni all'estero

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