AMIANTO IN MARINA: I PROCESSI BLOCCATI E IL NODO DELL'ART. 20 |
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di: Redazione Nsd
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martedì 06 aprile 2010 |
(L'Unità), di Giuseppe Vespo - Il ddl lavoro che salva i generali dai processi. Nella legge respinta alle Camere da Napolitano si nascondeva un articolo, il 20, che di fatto cancella le responsabilità dei vertici militari per l’esposizione al rischio amianto sulle navi dell’esercito. Una delle misure prese dal governo in questi mesi per aiutare gli alti ufficiali impantanati in alcuni grossi processi, come quello sulla strage di Nassiriya. Se fosse approvato, l’articolo 20 bloccherebbe l’inchiesta della procura di Torino sulla morte di 142 uomini della marina militare per esposizione all’asbesto (altro nome del minerale) e il processo che si celebra a Padova per la morte - sempre per lo stesso motivo - di due militari.
Ma in attesa di giustizia ci sono anche tutti quei marinai che nei decenni si sono ammalati per colpa del minerale killer. È accertato infatti che per anni l’amianto è stato utilizzato sulle navi da guerra per isolarne porte, motori e impianti. E ancora oggi proseguono le operazioni di bonifica. Nel capoluogo piemontese, un paio d’anni fa, il procuratore Raffaele Guariniello ha aperto un fascicolo d’indagine. In quel dossier figurano i nomi di sei alti ufficiali, sotto inchiesta per reati che vanno dal disastro colposo all’omicidio. Accuse con le quali a Padova sono stati rinviati a giudizio sette ufficiali.
Così com’è, l’articolo 20 li salverebbe tutti. L’unica cosa che rimarrebbe in piedi è il diritto delle vittime al risarcimento del danno eventualmente accertato. I militari ammalati per l’esposizione all’amianto non hanno voluto commentare questa ipotesi, anche perché le indagini sono ancora in corso. Non è comunque la prima volta che con un articolo ad hoc il governo cerca di mettere al riparo da possibili conseguenze penali qualche alto graduato delle forze armate. Un esempio recente è la cosiddetta legge «salva-generali». Un decreto legge approvato il primo gennaio di quest’anno per mettere al riparo i vertici militari sotto processo per la strage di Nassiriya. Prevede che per processare i militari imputati di alcuni reati, tra i quali «l’omissione delle cautele atte a evitare la distruzione o il sabotaggio delle basi militari», i tribunali militari dovranno chiedere il permesso del ministro della Difesa. Guarda caso si tratta del reato di cui sono accusati due dei tre alti ufficiali finiti alla sbarra per la strage del 2003, in cui morirono 19 soldati italiani e diversi civili iracheni.
L’articolo 20 e la legge salva-generali sono due pezzi di «un progetto perverso che lede la dignità dei cittadini in divisa che si sono sacrificati per lo Stato», commenta Marco Comellini, ex maresciallo dell’Aeronautica e co-fondatore con il deputato radicale Maurizio Turco del Partito per la tutela dei diritti dei militari e delle forze di polizia (PdM)
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