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AFGHANISTAN: FUNERALI SOLENNI PER I DUE MILITARI ITALIANI MORTI LUNEDI' SCORSO

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di: Redazione Nsd   
giovedì 20 maggio 2010
(NSD) - Si sono svolti questa mattina a Roma i funerali solenni del sergente maggiore Massimiliano Ramadù e del caporal maggiore scelto Luigi Pascazio morti lunedì in Afghanistan a seguito di un attentato. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli erano presenti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le più alte cariche istituzionali, il premier Silvio Berlusconi, numerosi ministri, esponenti di maggioranza ed opposizione e i vertici militari. Un picchetto formato da un reparto interforze ha reso gli onori militari all'arrivo delle due bare avvolte nel tricolore. "Per i nostri giovani militari le missioni di pace sono una questione d'amore per dare dignità e democrazia a chi piange e soffre nelle terre più dimenticate - ha detto Monsignor Vincenzo Pelvi"....







MONSIGNOR VINCENZO PELVI: "Luigi e Massimiliano hanno vissuto per gli altri e sono morti per gli altri: sono morti come hanno vissuto, offrendo la loro vita per gli altri. Hanno scelto la professione militare volendo partecipare in modo attivo e creativo alla pace, hanno scelto di donare tutto loro stessi per gli altri. Sapevano bene che la vera disgrazia sarebbe stata morire per niente e per nessuno. Ed è stata proprio la loro morte a rendere più evidente il vivere per gli altri. Hanno scelto di non vivere per se stessi, non hanno voluto un'esistenza tesa solo alla propria soddisfazione e alla propria gloria, senza alcuna prospettiva di amore. Al contrario, hanno preferito vivere per gli altri, sostituendo all'io il noi. La contraddizione più radicale non è tra il vivere e il morire, ma tra il vivere per se stessi e il vivere per gli altri. Colui che è avvitato dall'amore vive totalmente spossessato di tutto e anche di se, tanto che la morte non ha presa su di lui: egli ha donato in anticipo tutto quello che essa poteva strappargli, compresa la sua vita. Per i nostri giovani militari le missioni di pace sono una questione d'amore per dare dignità e democrazia a chi piange e soffre nelle terre più dimenticate. amore e pace sono inseparabili. Ricordiamo il servizio reso dai nostri figli e dai militari di altre nazioni resta un evento scritto per sempre nella storia della pace, un patrimonio che deve irrobustire la coscienza nazionale unitaria degli italiani. Il sacrificio dei nostri militari non è vano, non solo per l'Afghanistan, ma anche per l'Italia e il mondo intero, perché le condizioni di insicurezza di altre nazioni, se non contenute e sradicate, possono ostacolare il progresso della famiglia umana. Ignorare il pericolo terrorista non allontana la minaccia, ma la porta dritta al cuore delle nostre città. La rinuncia a pensare il mondo al di là del proprio interesse immediato, la sfiducia nell'azione umanitaria, la diffidenza verso ogni universalismo, tutto questo è la tomba dell'umanità".


Il colonnello medico dell'Esercito italiano, Roberto Bramati, ha fatto il punto sulla situazione clinica dei due militari rimasti feriti nell'attentato di lunedì scorso. "Il caporale Buonacucina Cristina è stata sottoposta presso l'ospedale Nato di Rammstein ad intervento di stabilizzazione per le vertebre fratturate, ha effettuato controlli radiografici sulla frattura della gamba sinistra e piede destro. Attualmente le condizioni sono buone, gli hanno mantenuto la sensibilità e le capacità motorie - si legge in una nota.

Il caporal maggiore Gianfranco Scirè attualmente, ricoverato presso il reparto di ortopedia del Policlinico militare di Roma, ha effettuato una tac che ha messo in evidenza la frattura del piatto tibiale. Proseguirà gli accertamenti ed effettuerà un artroscan e proiezioni radiologiche specifiche per la valutazione del trattamento definitivo. Le condizioni generali sono buone, è sereno e assistito dai famigliari".





Tags:  afghanistan massimiliano ramadù luigi pascazio funerali solenni roma basilica di santa maria degli angeli monsignor vincenza pelvi giorgio napolitano

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