LA GUERRA E' CAMBIATA: ADDIO ALLA BAIONETTA |
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di: Redazione Nsd
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lunedì 22 marzo 2010 |
(La Repubblica.it), di Pietro Del Re - Addio, baionetta, ultimo rimedio per assaltare il nemico sventrandolo col pugnale montato sulla punta del fucile. La Us Army archivia quest' arma bianca diventata un accessorio secondario per via del progressivo diffondersi di armi automatiche, bazooka e kamikaze. In guerra è scomparso il combattimento corpo a corpo, dunque basta baionette. Il coltello che nel Seicento succedette alle picche dei moschettieri e che deve il nome alla città francese di Bayonne dove fu inizialmente fabbricato, non sarà più in dotazione ai soldati della fanteria statunitense.
Nei deserti iracheni o tra le montagne dell' Afghanistan è infatti diventato un orpello inutile, folkloristico. Sono cambiati i teatri di guerra, e la baionetta non serve più: così hanno decretato i generali del Pentagono. Eppure, come ricordava ieri il quotidiano britannico Times, se non fosse stata agganciata sulla canna degli schioppi, la storia militare americana avrebbe senz' altro seguito un altro corso. Decisivo è stato il suo ruolo nelle aspre battaglie delle Guerre di Secessione, così come nelle trincee delle Fiandre nel 1916, o ancora sulle spiagge della Normandia nel 1944 o, più recentemente, nei combattimenti corpo a corpo contro i Vietcong nella giungla tropicale. Se è vero che nel 1991 i soldati americani ripulirono le trincee dove si erano acquartierati gli iracheni in Kuwait, l' ultimo assalto alla baionetta delle truppe Usa risale alla guerra di Corea, all' inizio degli anni Cinquanta. Da allora, nella formazione del soldato era sempre stato previsto il corso per preparare una carica alla baionetta, anche se sul campo di battaglia non era più obbligatorio fissare il pugnale sugli M16 o sui fucile d' assalto M4. Ma da ora in poi, non più. Nell' addestramento del soldato moderno è stato cancellato questo capitolo che sa di passato e che evoca altri scenari, di quando per esempio, i fucili con lunghi pugnali attaccati in cima venivano piantati a terra per creare una barriera di lance in grado da ostacolare la cavalleria nemica.
Oggi, si preferisce insegnare altre tecniche di combattimento corpo a corpo, magari abituando le reclute a fabbricare armi di fortuna, usando pezzi di legno, pietre o qualsiasi cosa capiti loro tra le mani. Da anni, alcuni corpi dell' esercito hanno cominciato a sostituire le baionette agganciando in punta dei loro fucili altre armi, quali una rivoltella o un machete. «Per non restare ancorati al passato, dobbiamo adeguarci alle nuove condizioni di battaglia», dice il generale Mark Hertling, della US Army training and doctrine command. Lo stesso Herting sostiene che per via dell' odierno equipaggiamento i soldati sono spesso sovraccarichi, e che buona parte del loro allenamento consiste perciò a rinforzare i loro muscoli e la loro resistenza alla fatica per renderli idonei sia a trasportare le armi sia a caricarsi sulle spalle un compagno ferito. «È quindi necessario calcolare attentamente ogni grammo di ciò che hanno in dotazione ed eliminare tutto quello che non è strettamente indispensabile alla loro sopravvivenza, come appunto le baionette». Nella nostra storia militare, tra gli assalti alla baionetta passati agli annali ci sono quelli condotti da Giuseppe Garibaldi: nel 1859, a San Fermo, dove respinse un contrattacco austriaco e, un anno dopo, a Calatafimi, dove alla testa dei Mille sconfisse, anche grazie all' arma bianca, un esercito borbonico tre volte superiore.
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