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EMERGENCY, SCONTRO STRADA-FARNESINA: "ORMAI SONO COME I DESAPARECIDOS”

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di: Redazione Nsd   
venerdì 16 aprile 2010
(Il Messaggero) - Un nuovo scontro tra Gino Strada e la Farnesina sul caso dei tre cooperanti di Emergency arrestati in Afghanistan dei quali non si hanno ancora notizie. Sono "a tutti gli effetti desaparecidos" dice il fondatore dell'Ong spiegando che anche i legali non sono riusciti a vedere Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani arrestati nell'ospedale di Lashkar Gah. La Farnesina ancora una volta invita Strada a evitare certe affermazioni nell'interesse dei connazionali. Ieri si parlava di un'imminente liberazione....







Ieri si parlava di un'imminente liberazione di Pagani e di pesanti accuse su Garatti, coinvolto, secondo Kabul, nell'omicidio dell'interprete del giornalista Mastrogiacomo rapito nel 2007. Oggi il giornalista di Repubblica spiega: mai conosciuto Garatti. amche l'ong «mette la mano sul fuoco» sull'innocenza dei suoi cooperanti.

Strada e La Russa. Duro scambio di idee durante Annozero di Michele Santoro fra Gino Strada e il ministro della difesa Ignazio La Russa sulla vicenda afghana. «L'atteggiamento usato da Strada in questi giorni sembrava non indirizzato a salvare gli italiani» ma ad attaccare il contingente internazionale di cui fa parte anche l'Italia, ha il ministro, sottolineando che il medico milanese «non ha mai parlato contro i terroristi e questo non ha aiutato». «Come si fa a dire che non siamo contro i terroristi? - ha replicato Strada - a noi non interessano le valutazioni politiche, ci interessano i nostri operatori. Sono convintissimo che l'Afghanistan è occupato militarmente. Non è un' ideologia. L'Afghanistan è stato bombardato per la prima volta il 7 ottobre 2001». «Come volevasi dimostrare - ha commentato La Russa - Abbiamo opinioni diverse. La sua però non aiuta i tre italiani». «Per essere chiari - ha osservato Strada - diciamo che è terrorismo tutto ciò che è violenza. Noi siamo contrari a chiunque usi violenza. Nel nostro paese decenni fa i partigiani venivano chiamati terroristi. Terroristi sono tutti coloro che usano la violenza». «Bravo, bravo - ha commentato La Russa - allora quando i nostri militari usano legittimamente la violenza sono dei terroristi? Mi vergogno. Per fortuna abbiamo opinioni diverse».

La manifestazione di sabato di Emergency è stata spostata da piazza Navona a piazza San Giovanni.

I tre italiani trasferiti a Kabul. L'inviato speciale per l'Afghanistan e il Pakistan del ministro degli Esteri Franco Frattini, l'ambasciatore Iannucci, ha comunicato stamattina che i tre medici italiani di Emergency sono stati trasferiti da Helmand a Kabul dove potranno, nella giornata di venerdì, essere visitati dall'inviato speciale del ministro e dall'ambasciatore italiano a Kabul, Claudio Glaentzer. consegnata questa mattina a Karzai la lettera del premier Silvio Berlusconi nella quale si chiedono risposte urgenti e concrete.

Strada: sono desaparecidos, se fossero stati americani non sarebbe successo. «Stiamo vivendo una situazione pazzesca, una situazione di illegalità e pericolosità palese e l'Italia dovrebbe chiedere senza indugi la liberazione immediata dei nostri connazionali» ha detto il fondatore di Emergency, Gino Strada. «Ci sono tre nostri concittadini che, a questo punto - ha precisato Strada dalla sede di Emergency a Milano - detenuti illegalmente essendo scaduti i termini del fermo di polizia e i quali sono stati privati dei diritti umani fondamentali». Strada ha ribadito che «non sappiamo neanche con certezza dove siano i nostri operatori, se non che si trovino a Kabul. Siamo in una situazione pazzesca in cui tre nostri cittadini sono a tutti gli effetti desaparecidos. Vorremmo che riapparissero presto e, soprattutto, liberi». Se al posto dei tre cooperanti italiani, spiega Strada - fossero stati arrestati tre operatori statunitensi, la loro liberazione sarebbe avvenuta nel giro di un quarto d'ora.

Farnesina: frasi di Gino Strada da evitare. «Frasi e comunicazioni come quelle attribuite, da ultimo, a Gino Strada sarebbero da evitare nell'interesse dei connazionali la cui tutela è assoluta priorità del Governo italiano». Lo sottolinea, in una nota, la Farnesina.

Le accuse a Garatti. Mastrogiacomo: non l'ho mai conosciuto. Garatti è stato accusato da Kabul di essere coinvolto nel rapimento di Daniele Mastrogiacomo e complice nell'assassinio dell'interprete dell'inviato di Repubblica. Ma oggi il gironalista afferma di non aver mai conosciuto Garatti.

Emergency: mano sul fuoco sull'innocenza dei cooperanti. All'epoca del sequestro dell'inviato di Mastrogiacomo, Marco Garatti era in Sierra Leone e Matteo dell'Aira in Sudan e «sulla loro integrità morale siamo pronti a mettere la mano sul fuoco» ha dichiarato Rossella Miccio, membro della direzione di Emergency. Miccio non ha citato la situazione del terzo cooperante italiano fermato, Matteo Pagani, apparentemente meno grave, ma ha sottolineato che Garatti e Dell'Aira «sono con noi dal 2000 e la loro moralità e impegno sono fuori di ogni dubbio». «L'ambasciata d'Italia ci ha detto che i tre sono a Kabul - ha concluso - ma nessuno ha avuto la possibilità di parlare con loro».

Appello a Karzai dall'Onu. Il rappresentante speciale dell'Onu a Kabul, Staffan de Mistura ha rivolto oggi un appello al presidente Hamid Karzai e alle autorità afghane competenti affinchè gli italiani ricevano «assistenza legale e che a loro siano applicate le regole del processo dovuto, siano trattati in modo appropriato e possano ricevere visite dalla loro ambasciata».

La Russa: Kabul ha debito con noi. «La nostra non è una cortese richiesta, ma una precisa domanda di rispetto» e l'Afghanistan «ha nei confronti dell'Italia un debito di riconoscenza» ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa conversando con i giornalisti.

Stampa afghana: Italia indennizzi per interprete. Se un tribunale dell'Afghanistan confermerà le accuse apparse sulla stampa afghana nei confronti del medico di Emergency Marco Garatti, il governo italiano dovrà indennizzare la famiglia del giornalista afghano morto nel 2007 nell'ambito del sequestro dell'inviato di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, poi rilasciato. Parlando con l'Ansa, Abdul Hamid Mobariz, presidente dell'Unione nazionale dei giornalisti dell'Afghanistan, ha detto oggi che «la cosa più impressionante che ho appreso leggendo i giornali è che nella vicenda Mastrogiacomo è stato pagato un riscatto di 1,5 milioni di dollari, parte dei quali finiti nelle tasche di Garatti». «So che stiamo parlando di fonti governative anonime pubblicate dalla stampa, ma come giornalista ho il diritto di avere una opinione e dire che, se i tribunali confermeranno questi capi di accusa, la famiglia del nostro collega Naqshbandi deve essere indennizzata dal governo italiano». Italia ed Afghanistan hanno un'amicizia che dura da 80 anni, ha concluso, «ma vogliamo che quando la sentenza arriverà, le opinioni pubbliche italiana ed afghana conoscano la verità e giustizia sia fatta».





Tags:  emergency gino strada farnesina ministero degli esteri talebani

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