BOMBE A GRAPPOLO: PIU' DI 100 PAESI METTONO AL BANDO LE CLUSTER BOMBS. NO DI USA E RUSSIA |
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di: Redazione Nsd
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giovedì 04 dicembre 2008 |
(NSD) - Importante passo avanti verso la messa al bando delle "bombe a grappolo", terribili armi di distruzione che se rimangono inesplose possono diventare letali anche a distanza di anni. Ad Oslo, i rappresentanti di oltre 100 Paesi (tra cui l'Italia) hanno firmato la convenzione che vieta la produzione, lo stoccaggio, l'uso e la vendita delle cluster bombs. Il trattato entrerà in vigore fra sei mesi se lo avranno ratificato almeno 30 stati firmatari. Alcuni tra i maggiori produttori di bombe a grappolo non hanno firmato: tra loro Stati Uniti, Russia, Cina, Israele, India e Pakistan.
Le bombe a grappolo possono essere lanciate dagli aerei o sparate con l'artiglieria. Una volta esplose, riescono a disseminare di piccoli ordigni una vasta aerea che, quindi, rimane per lungo tempo pericolosa per i civili che rischiano di rimanere feriti e mutilati. Gli ordigni inesplosi colpiscono soprattutto i bambini, attratti dalle loro ridotte dimensioni e dai colori brillanti.
Il trattato impone anche la distruzione degli stock entro otto anni, la bonifica dei siti dove sono stati usati e l'assistenza agli stati e alle persone colpiti. Secondo le statistiche, circa 100 mila persone (il 98% civili) sono state uccise o mutilate in tutto il mondo dal '65 per l'esplosione di bombe a grappolo. Il paese più colpito da queste bombe è il Laos. Gli Stati Uniti non hanno aderito al trattato perché considerano le cluster bombs "essenziali per le truppe Usa e per la loro sicurezza".
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