AFGHANISTAN, GEN. VELTRI: A HERAT SEMPRE MENO INSORTI. DIMINUITI GLI INCIDENTI GRAZIE AL "LINCE" |
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di: Redazione Nsd
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martedì 20 aprile 2010 |
(NSD) - "Il numero degli insorgenti si è drasticamente ridotto e la fiducia della popolazione è cresciuta". Lo ha detto il Gen. Alessandro Veltri, comandante della brigata Sassari, facendo un bilancio dell'attività degli ultimi sei mesi in Afghanistan in occasione dell'avvicendamento con la brigata Taurinense al Regional Command West di Herat. "Gli ultimi sei mesi sono stati caratterizzati, fortunatamente, da un basso numero di incidenti: due Lince saltati su altrettanti ordigni con solo contusi e poi, l'episodio che ha visto protagonista un militare afghano sotto effetto di stupefacenti che ha aperto il fuoco uccidendo un soldato americano e ferendo un italiano".
"Abbiamo toccato con mano che grazie alla nostra azione sono cresciuti la fiducia e il consenso della popolazione locale nei confronti dei militari italiani e di Isaf - ha detto il Gen. Alessandro Veltri. Porsi e non imporsi è stata la filosofia che, sulla scia della tradizione delle missioni italiane, poi assunta anche dalla dottrina McChrystal. La popolazione è stata il centro di gravità della nostra azione. Sei mesi fa abbiamo trovato una realtà frammentata, con uno scollamento enorme tra il Nord e il Sud della nostra regione. La Difesa ha avuto la visione lungimirante di creare la task force center a Shindand, che svolge un ruolo di cerniera tra il Nord e il Sud. La nostra azione si è orientata sul farsi conoscere, prendendo contatto con le autorità locali dove c'erano e, in tutte quelle realtà dove erano assenti, con gli elders, gli anziani dei villaggi.
Tutto è stato fatto in accordo con la popolazione locale e nel rispetto delle loro tradizioni e della loro cultura, andando incontro ai loro bisogni. Questo però non significa che i militari italiani abbiano condotto la loro missione alla giornata. Le regole servono ma dobbiamo essere talmente flessibili da comprendere come applicarle villaggio per villaggio, provincia per provincia. Abbiamo avviato e concluso molti progetti, altri li lasciamo in eredità alla brigata Tauriense.
Sul fronte della sicurezza c'è stato un netto incremento delle capacità addestrative delle forze di sicurezza afghane. Anche se la polizia ancora non è in condizione di svolgere i propri compiti, tanto è vero che spesso è l'esercito afghano a farsene carico. Ci sono problemi legati all'arruolamento, al completamento dei corsi, e una commissione tra gli arruolati e le realtà locali dalle quali provengono. Questo ha fatto sì che, i risultati al momento non sono quelli auspicati.
Quanto alle risorse che il governo ha messo a disposizione del contingente italiano, quelle di cui ho potuto disporre sono state adeguate; l'addestramento, gli strumenti, le strutture, l'equipaggiamento ci hanno consentito di svolgere la nostra missione. Alla salvaguardia dei nostri militari ha contribuito il Lince che, si è ancora una volta dimostrato un mezzo efficace e vincente. Gli italiani non sono rimasti chiusi nelle loro basi. Abbiamo svolto attività operative dunque, tutti i giorni e tutte le notti. Queste attività hanno fatto sì che il numero degli insorgenti nella nostra regione si sia drasticamente dirotto e oggi la principale minaccia e infatti costituita non dagli scontri a fuoco ma dagli Ied (ordigni esplosivi improvvisati).
In questi mesi ci sono state anche battaglie come quella condotta a fine dicembre a Bala Murghab con 72 ore di scontri a fuoco in cui numerosi insorgenti sono stati uccisi, senza feriti da parte delle forze Nato o afghane. Una delicata operazione è tuttora in corso da 7/8 giorni nella provincia di Badghis a sostegno di un rischieramento di militari afghani lungo la strada sono stati trovati diversi ordigni e uno ha centrato un mezzo spagnolo, provocando due feriti lievi - ha concluso Veltri".
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