URANIO: SINDROME DEI BALCANI, GIP ARCHIVIA INDAGINE |
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di: Redazione Nsd
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giovedì 23 luglio 2009 |
(Ansa) - E' stata archiviata l'indagine della procura di Bari per lesioni ed omicidi colposi sui militari italiani in missione nei Balcani. L'indagine riguardava i militari ammalatisi e,in alcuni casi,morti dopo essere stati esposti a radiazioni dell'uranio impoverito. Lo ha deciso il Gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi accogliendo la seconda richiesta di archiviazione firmata dal Pm inquirente Ciro Angelillis. Una prima richiesta di archiviazione era stata parzialmente respinta nel 2007.
Motivando la seconda richiesta di archiviazione accolta dal giudice, Angelillis sostiene che dagli atti dell'indagine emerge ''la insussistenza di fattispecie colpose sotto il profilo della omissione della comunicazione e della precauzione'' da parte del ministero della Difesa italiano. Il magistrato basa la sua conclusione sul fatto che ''il primo avvertimento sulla pericolosità dell'uranio da parte del Pentagono è del luglio 1999'' e ''la prima direttiva del governo italiano del dicembre 1999''.
Quindi, è il ragionamento della pubblica accusa, il governo italiano si è adeguato alla direttiva del ministero della Difesa statunitense. Inoltre - scrive Angelillis - se ''la prima direttiva tecnico-operativa del ministero risale al dicembre 1999 (...), è evidente che le omissioni non potevano che essere di data precedente e che trattandosi di reati contravvenzionali prescrivibili al massimo in tre anni, nella migliore ipotesi accusatoria, il reato sarebbe prescritto a partire dal novembre/dicembre 2002''.
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