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URANIO, PAROLA D'ORDINE: CENSURA

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di: Redazione Nsd   
venerdì 27 novembre 2009
(Terra), Adele Parrillo - Project censored, (sottotitolo, “The top 25 Censored Stories”) fondato nel 1976, è un progetto no profit all’interno della Fondazione della Sonoma State university. Il suo obiettivo principale è quello di sostenere e tutelare i diritti e la libertà di informazione negli Stati Uniti sanciti dal Primo emendamento. Attraverso la collaborazione con docenti, studenti e comunità, Project censored funge da difensore civico dei media nazionali identificando e ricercando notizie importanti trascurate, ignorate, distorte o censurate negli Usa. Nell’edizione del 2003, al primo posto della lista delle 25 notizie, vi è il terrorismo. Al secondo, compare l’uranio impoverito. Scienziati di importanza internazionale sostengono che il suo uso può considerarsi una guerra nucleare a “basso livello”.




Le particelle radioattive possono depositarsi in varie parti dell’organismo come i polmoni, i reni, perfino le ossa. Tra il personale esposto, all’estero ma anche in Italia nei poligoni e nei depositi, vi è anche chi ha avuto un danno cromosomico. Sui bambini nati deformi, non si conoscono cifre. L’uranio impoverito dimezza la sua radioattività in 4,1 miliardi di anni. Quindi, senza il rischio di sembrare eccessivi, possiamo dire che gli effetti negativi riscontrati in una generazione di persone soggette a contaminazioni da uranio impoverito, possono rappresentare una minaccia per molte generazioni. In Italia ben poco si è fatto per diffondere una corretta informazione sull’argomento. Sono circolate notizie contraffatte, mistificate e in molti casi queste sono state occultate. Spesso si è cercato di minimizzare una situazione che ha invece caratteristiche di notevole gravità. Gli aerei delle basi di Aviano e Gioia del Colle che hanno eseguito le missioni nei Balcani, erano perfettamente consapevoli di utilizzare armi all’uranio.
 
E così anche i comandi da cui dipendevano. Le tre relazioni della commissione Mandelli, promosse dal ministero della Difesa al fine di verificare l’incidenza dell’uranio impoverito sui tumori, presentano tra loro notevoli differenze. (Risultati insoddisfacenti per una molteplice serie di motivi). Nella terza relazione si riconosce la necessità di effettuare ulteriori studi e monitoraggi (Verifiche ordinate anche dal ministero della Salute con l’accordo Stato-Regioni per ulteriori controlli medici). Sul tema dei controlli sanitari, si potrebbe citare il caso di una Asl in Sardegna che avrebbe dovuto eseguire le verifiche mediche sul personale potenzialmente esposto, senza però che gli fossero messi a disposizione i nominativi delle singole persone da monitorare. Dal 1994, in quella Asl, sono stati fatti solo sei accertamenti.
 
Altra situazione su dati incompleti, riguarda la commissione d’inchiesta del Senato sull’Uranio impoverito (scorsa legislatura), che ha disposto l’invio della polizia giudiziaria nei distretti militari, al fine di raccogliere informazioni sui casi di malattie tra il personale. Purtroppo, anche qui, l’esito non è stato reso noto. Sulla presenza di uranio nel poligono di Salto di Quirra, in Sardegna, è stato addirittura sostenuto che il motivo dei numerosi casi di tumori fosse legato all’arsenico di una vecchia miniera dismessa. E cosa dire se si finisce per ammalarsi di “veleno invisibile”? Purtroppo in molti casi vi sono testimonianze di chi si è sentito del tutto abbandonato dallo Stato.
 
Far sentire la propria voce, denunciare quanto accaduto, può provocare delle reazioni molto forti e la possibilità di ritorsioni. è successo a Giovanni Pilloni, oggi 40enne, maresciallo elicotterista della Marina, tornato dall’Iraq nel 2004 con un tumore. Il padre Salvatore rilasciò una preoccupata intervista a un quotidiano sardo menzionando l’uranio come causa della malattia. «Dì a tuo padre di stare zitto», fu la secca intimidazione recapitata a Giovanni nel suo letto d’ospedale. In fondo deve ritenersi fortunato. Pure se ammalato, Giovanni è tornato vivo. C’è chi invece dall’Iraq è tornato dentro una bara.




Tags:  uranio impoverito project censored sonoma state university

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