URANIO IMPOVERITO: ANCHE IL PD CHIEDE AL GOVERNO DI RITIRARE LA NORMA "SALVA GENERALI" |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 17 febbraio 2010 |
(NSD) - E' ancora polemica sulla norma contenuta nel decreto legge 1/2010 ribattezzata "salva generali" che esclude la punibilità della linea di comando per la contaminazione durante l'espletamento delle attività militari. Dopo le proteste dei malati, delle famiglie delle vittime e dell'Anavafaf, anche il PD ha espresso il proprio dissenso sottolineando come la norma contenuta nell'articolo 9 comma 4 crei "una vera e propria area di irresponsabilità" nel tentativo di salvare chi non ha adottato le norme di protezione e non ha avvisato i militari italiani impegnati all’estero dei rischi connessi all’esposizione all’uranio impoverito.
Art. 9 Comma 4 (Disposizioni per l'Amministrazione della difesa)
“Non è punibile a titolo di colpa per violazione di disposizioni in materia di tutela dell'ambiente e tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro, in relazione alle peculiarità organizzative di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e all'articolo 184, comma 5-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per fatti commessi nell'espletamento del servizio connesso ad attività operative o addestrative svolte nel corso di missioni internazionali, il militare dal quale non poteva esigersi un comportamento diverso da quello tenuto, avuto riguardo alle competenze, ai poteri e ai mezzi di cui disponeva in relazione ai compiti affidatigli”.
PD: "Lo abbiamo sollecitato con forza alla Camera, auspichiamo che adesso al Senato il Governo ritiri dal decreto missioni quella norma che fa carta straccia dei diritti di salute dei militari, compresi quelli che svolgendo il proprio lavoro hanno perso la vita o hanno visto gravemente compromessa la propria salute per le patologie connesse all'uso di sostanze nocive, come l'uranio impoverito. Condividiamo le preoccupazioni delle associazioni delle vittime perché si tratta di una norma che crea una vera e propria area di irresponsabilità: chiunque davanti ad un incidente di lavoro potrà dire di non essere responsabile, in quanto, si trattava di attività legate a missioni internazionali anche future. Per non parlare delle centinaia di cause per lesioni e risarcimento danni relative alle malattie legate all'utilizzo di sostanze nocive nelle missioni internazionali. Pensiamo ai tanti militari morti per leucemia a seguito dell'uso dell'uranio impoverito nelle missioni dei Balcani. Ebbene, nessuno dei responsabili verrà punito per legge. Siamo davanti ad un tana libera tutti. Chiediamo al Governo di fare marcia in dietro e cancellare quella norma scandalosa''.
ANAVAFAF & VITTIME URANIO.COM: "I malati e le famiglie colpite dalle patologie legate all'uranio impoverito chiedono di fermare il decreto contenente le misure che di fatto deresponsabilizzano i vertici militari in relazione ai casi di malattia e infortunio che possono riscontrarsi sui soldati reduci dalle missioni all’estero. Da oggi approda in Senato il decreto legge 1/2010, con cui lo scorso primo gennaio il governo ha rifinanziato le missioni internazionali di peacekeeping. Si tratta semplicemente di una norma vergognosa e anticostituzionale, un tentativo di dare un colpo di spugna alle responsabilità di chi ad esempio ha inviato i nostri militari all’estero senza informarli dei rischi connessi all’esposizione all’uranio impoverito, di chi non ha adottato le norme di protezione e di chi non ha fatto rispettare le stesse una volta emanate. Ci aspettiamo che il Parlamento rispedisca al mittente, questa norma salva generali”.
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