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NANOPARTICELLE? NIENTE ESAMI DALLE AUTORITA' SANITARIE CIVILI

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di: Redazione Nsd   
giovedì 18 marzo 2010
(La Nuova Sardegna) - Confermato: dal 2008 fino a oggi nel Salto di Quirra non ci sono mai state indagini sanitarie parallele rispetto a quelle svolte dal ministero della Difesa. Dall’Asl di Cagliari, dall'Arpas, dall’assessorato regionale arrivano parecchi riscontri: tutti precisi e circostanziati, ma certamente non favorevoli. Soprattutto per delineare uno screening sulla salute degli abitanti di questa vasta zona dell’isola (il poligono si estende, a terra, per 120 chilometri quadrati). Ignorato, dunque, l’allarme dell’esperta sulle nanoparticelle Antonietta Gatti, la prima specialista a campionare la base e a rivelare la presenza di polveri in grado di causare leucemie?




«In realtà le cose non stanno così - replica, a distanza, l’ex assessore Nerina Dirindin - Due anni fa si parlò del pericolo solamente in maniera generica, del tutto ipotetica. Abbiamo atteso a lungo di avere i risultati precisi degli esami della professoressa Gatti: ci erano stati annunciati, ma nessuno li ha poi fatti pervenire». La studiosa sostiene invece di aver segnalato ufficialmente la situazione. Da allora però le uniche iniziative di monitoraggio hanno fatto capo alla Difesa. L’Azienda sanitaria n. 8 e l’assessorato regionale hanno sì svolto un ruolo nelle iniziative del Comitato d’indirizzo e vigilanza promosso dal ministero. Ma senza altri controlli autonomi.

L’allarme. La questione si riferisce a recenti affermazioni della ricercatrice: «Nel 2008, durante un’audizione in Parlamento, ho chiesto il top secret sui risultati di mie analisi a Perdasdefogu in quell’anno e nel precedente». «Ora il riserbo non esiste più e posso dirlo: dai sopralluoghi sono risultate esposizioni da inquinamento ambientale, dovute anche a nanoparticelle - ha specificato Antonietta Gatti - Il discorso riguarda tutti: militari, pastori, contadini, civili, animali, persino la vegetazione». «Ma dal momento delle comunicazioni - ha concluso - soltanto la Difesa ha concluso i monitoraggi. Sebbene avessi parlato di persona del delicato problema con l’allora assessore Nerina Dirindin e con il dirigente dell’Asl n. 8 dell’epoca, Gino Gumirato, né dalla Regione né dall’Azienda ho saputo più nulla».

La giunta. Interpellati sul caso, gli interessati spiegano le loro posizioni. Il nuovo assessore, Antonello Liori, del Pdl, ricorda come, a metà dello scorso gennaio, abbia incontrato la commissione tecnica «espressione del comitato per il monitoraggio». E si sofferma poi sui campi d’azione analizzati: radioattività, elettromagnetismi, elementi chimici, sistema informativo, formazione personale. «Lavoro fondamentale per conoscere la verità - spiega - E punti di partenza per una rete di riscontri costanti. Al termine, si avvierà al più presto un progetto analogo di tipo epidemiologico».

Arpas. All’Azienda regionale per la protezione ambientale dell’isola il fisico Massimo Cappai, direttore del dipartimento provinciale di Cagliari, arrivato in Agenzia a inizio 2008 dall’Asl guidata da Gumirato, conferma che le ultime indagini svolte da autorità sanitarie civili sono quelle che nel 2006-2007 avevano portato a rilevare nella zona di Quirra tracce d’arsenico provenienti dalle vecchie miniere di Bacu Loci. «Ma sulle nanoparticelle non abbiamo mai fatto ricerche - afferma - Anche perché all’Arpas non eravamo né siamo ancora attrezzati come strumentazioni e preparazione tecnico-specialistica».

Asl. Più difficile riuscire a contattare Gino Gumirato. Dimessosi da dirigente dell’Azienda sanitaria «per motivi personali» nel dicembre 2008, dopo l’elezione di Obama è stato chiamato a far parte dello staff del presidente Usa: membro della commissione di supporto all’Ufficio per il managemant e il budget del ministero per la Sanità, unico italiano nel team di 10 esperti stranieri nominati dall’amministrazione americana. Da qualche mese fa il dirigente in una delle Asl di Roma.

L’ex assessore. C’è infine la dichiarazione, chiara e circostanziata, di Nerina Dirindin. Da un anno è tornata a insegnare Economia sanitaria all’università di Torino, dopo essere stata per i precedenti quattro responsabile dell’assessorato nella giunta di centrosinistra guidata da Renato Soru. «Ho letto le affermazioni di Antonietta Gatti - dice - Ma sono rimasta sorpresa: perché ci sono cose che faccio ancora fatica a capire. A ogni modo sono andata a documentarmi su che cos’è effettivamente successo. Ho trovato conferma: non risulta siano mai state trasmessi esiti d’indagini che lanciassero allarmi del genere. Ricordo invece che la professoressa mi telefonò e che poi partecipò a una riunione in assessorato a cui probabilmente io non ero presente. Ma, lo ripeto, non ci sono mai stati dati definitivi sulla base dei quali operare».

Ultime analisi. «Non escludo che la secretazione decisa dalla commissione parlamentare abbia influito su questa circostanza - è la conclusione di Nerina Dirindin - Mi dispiace comunque per le preoccupazioni che una vicenda simile può ingenerare nella popolazione. Perché di un fatto sono sicura: se ci fosse stato il benché minimo sospetto reale, come giunta regionale che ha sempre avuto una precisa posizione sulle servitù militari e salvaguardato l’ambiente, avremmo certo fatto il nostro dovere. Con tempestività».





Tags:  nanoparticelle radiazioni uranio quirra poligono asl arpas leucemia antonietta gatti

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