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EMERGENZE, UN'ALTRA ESTATE SENZA NUMERO UNICO

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di: Redazione Nsd   
martedì 22 giugno 2010
(Il Corriere), di Maria Giovanna Faiella - Per un grave incidente, un'emorragia cerebrale o per qualsiasi situazione che richieda l'immediato soccorso: dovrebbe bastare una telefonata al 112, numero unico europeo di emergenza, per essere rintracciati subito, anche quando non si è in grado di dire all'operatore dove ci si trova. Guadagnando minuti preziosi per l' assistenza. Ma il nostro è l'unico Paese dell'Unione Europea che ancora non l'ha attivato. Da noi al 112 rispondono i carabinieri e con questo numero, così come con il 118 e gli altri servizi di soccorso, non è possibile localizzare automaticamente chi sta chiamando....






L'inadempienza sul 112 europeo potrebbe costarci cara, anche dal punto di vista economico: il mese scorso la Commissione europea ha di nuovo deferito l' Italia alla Corte di giustizia, chiedendo una super-multa per il nostro Paese, già condannato nel gennaio 2009 per il mancato adeguamento a una direttiva di ben sette anni prima (2002/22/CE). Mentre tutti gli altri Paesi dell'Unione si sono attivati, da noi 112 europeo partirà nei prossimi giorni solo nella provincia di Varese e solo in via sperimentale.

Spiega Alberto Zoli, direttore generale dell'Azienda regionale emergenza urgenza che gestisce il 118 della Lombardia: «La chiamata che arriva al 112, ma anche a un altro numero di emergenza, viene presa in carico dalla centrale operativa (ospitata nel caso di questa sperimentazione presso la sede del 118 di Varese), collegata in tempo reale sia col Centro elaborazione dati interforze del Ministero dell'interno, sia con le sale operative di carabinieri, polizia, vigili del fuoco, pronto soccorso».

L' operatore del call center raccoglie i dati essenziali di chi chiama, codifica la domanda, chiede la localizzazione del chiamante al Ced del Viminale, che la fornisce nel giro di pochi secondi, smista l'allarme alla centrale di competenza. «La procedura dura pochi minuti e consente di ridurre notevolmente i tempi di soccorso» sottolinea Zoli. Se a chiamare è uno straniero, poi, è disponibile il servizio multilingue e, per i sordomuti, la richiesta di aiuto può avvenire tramite sms.

«Almeno per ora non ci sarà certo un unico numero per tutte le emergenze - chiosa Marco Cherri, delegato nazionale per l' Italia dell' European emergency number association (Eena) - ma per evitare le sanzioni, le autorità italiane stanno correndo ai ripari, permettendo ai diversi servizi di emergenza di localizzare chi chiama».

Si è cominciato con la digitalizzazione delle linee di carabinieri e polizia (113), poi un decreto dello scorso febbraio ha esteso la possibilità di localizzare chi chiede aiuto anche al 118 (emergenze sanitarie) e al 115 (vigili del fuoco), tramite la connessione al Ced interforze. Dunque, tutti i diversi numeri continueranno a ricevere separatamente le chiamate. «Ci chiediamo - fa notare Cherri - che cosa avverrà dove le centrali che riceveranno le chiamate di soccorso saranno almeno quattro, con il rischio che per lo stesso caso d' emergenza ci possano poi essere più richieste al Ced di Roma».  





Tags:  112 numero unico per le emergenze soccorso unione europea

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